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Le ultime parole famose


Continua la carrellata di promesse elettorali non mantenute, prima ancora del voto. Ieri vi abbiamo proposto quelle di Grande Sud. Oggi è la volta del centrosinistra.

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leoluca orlando, primarie palermo, satira politica, I Love Sicilia
Il centrosinistra, ça va sans dire, è stato superlativo. Tutti spaccati prima. Tutti compatti dopo, ma senza accordi con Lombardo, manco fosse la rogna personificata. E va bene, vai con i gazebo allora. Trentamila persone vanno a votare (sborsando pure l'euro come se i partiti non intascassero già abbastanza soldi nostri) e un pezzo di coalizione non aspetta nemmeno l'ufficialità della fine dello spoglio per dire che è tutto un imbroglio. Applicando il primo teorema dell'orlandismo: se non vinco io, allora la partita è truccata. E così, l'impegno solenne “chiunque vinca le primarie sarà il candidato di tutti” s'è andato a fare benedire. E così pure il "ve lo devo dire in aramaico che non mi candido?". Infatti, puntualmente Leoluca Orlando si candidò. Sfidando l'ex delfino Fabrizio Ferrandelli, che aveva liquidato come normale la collezione di certificati elettorali della sua sostenitrice dello Zen. Un trionfo, non c'è che dire. Peccato che nessuno abbia pensato di ricompattare la coalizione sulla candidatura di Tafazzi.