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Un po' di chiarezza sulla Gesip


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gesip, leoluca orlando, palermo, Palermo, Politica
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Leoluca Orlando, candidato sindaco a Palermo, sulla vicenda Gesip.

"La Gesip rappresenta il simbolo di quello che è avvenuto a Palermo negli ultimi 10 anni: sono stati sperperati soldi pubblici, sono stati mortificati i lavoratori, non si sono garantiti i servizi ai cittadini, sono stati elargiti “gettoni” ad amici e parenti degli Amministratori. La Gesip è stata creata nel novembre del 2001, quando io non ero più Sindaco da quasi un anno.

La società Gesip aveva nel 2001 due proprietari: il Comune di Palermo (51% delle azioni) e Italia Lavoro (Società dello Stato, con il 49% delle azioni). Nel 2004 il Comune ha poi deliberato di acquistare la quota di Italia Lavoro, restando quindi l’unico responsabile e facendosi carico delle scelte aziendali, dei costi del personale e della gestione. E’ quindi solo e soltanto l’Amministrazione Cammarata, con i dirigenti che ha messo a capo della Gesip, responsabile della situazione di oggi, della perdita di denaro, della scarsità di servizi, della mancanza di chiarezza sul ruolo, i doveri e i diritti dei lavoratori.

La verità è che la Gesip è stata pensata per essere un grande strumento per creare posti di sottogoverno e di ricatto elettorale per i lavoratori, che sono stati tenuti in una perenne incertezza, al di là delle promesse e degli annunci fatti alla stampa. Gesip ha così tenuto basso il livello dei servizi in città ed ha favorito alcuni amici degli Amministratori comunali.

Oggi la Gesip, i suoi lavoratori e tutta la città pagano il prezzo di queste scelte vergognose e oggi i lavoratori rischiano di essere i primi a pagare, con pesantissime conseguenze sulla vita di migliaia di famiglie e sulla gestione di servizi importanti per la città. Il prossimo Sindaco di Palermo, credibile e degno di rivestire questa carica, dovrà per prima cosa predisporre un serio piano aziendale, dovrà organizzare il lavoro dei dipendenti, indicando ad ognuno i propri doveri, assegnando a tutti e a ciascuno compiti adatti alla propria qualifica o organizzando adeguata formazione. La nuova impostazione dovrà ridurre i costi e dovrà essere gestita da persone oneste, competenti e disinteressate.

Il prossimo Sindaco di Palermo, credibile e degno di rivestire questa carica, non potrà ignorare che questa vicenda riguarda 1.800 lavoratori, migliaia di famiglie che non possono essere abbandonate al proprio destino. Allo stesso tempo, il Prossimo Sindaco di Palermo dovrà essere chiaro e dire forte che chi lavorerà e lavorerà per dare servizi ai cittadini avrà riconosciuti i propri diritti di lavoratore".