IMMIGRAZIONE, TRAGEDIA A LICATA
Gli scafisti li abbandonano in mare
Ma un 16enne non sa nuotare e annega
E’ un ragazzo dall’apparente eta’ di 16 anni, forse un giovane egiziano che sperava di sfuggire alla miseria, l’ultima vittima dei ”viaggi della speranza” verso le coste italiane. Il suo cadavere e’ stato trovato questa mattina sulla spiaggia di contrada Pisciotto a Licata, un litorale dell’agrigentino affollato di bagnanti nel periodo estivo. Ma la notte scorsa non c’era nessuno ad aiutarlo quando un gruppo di scafisti senza scrupoli gli hanno intimato di gettarsi in acqua insieme a decine di migranti, molti dei quali giovanissimi come lui.
Agli investigatori hanno raccontato di essersi imbarcati su una nave ”madre” e di essere stati costretti a salire su un gommone prima di essere abbandonati dagli scafisti nei pressi della spiaggia, senza tuttavia rivelare il porto di partenza della traversata. La procura di Agrigento ha gia’ aperto un’inchiesta sulla tragedia, affidata al sostituto Santo Fornasier. Gli inquirenti non escludono un collegamento con quanto accaduto stamani a Malta, dove 52 magrebini sono stati bloccati prima di imbarcarsi su due barconi diretti verso le coste siciliane. Secondo questa ricostruzione gli scafisti responsabili dello sbarco della notte scorsa potrebbero appartenere alla stessa organizzazione che gestirebbe la tratta di immigrati sulla rotta Malta-Sicilia.
Nelle ultime settimane sono infatti ripresi gli arrivi di migranti magrebini, sopratutto tunisini ed egiziani, sulle coste della Sicilia sud occidentale. L’ultimo sbarco risale ad appena tre giorni fa: sulla spiaggia di Castellaccio, a Palma di Montechiaro, a pochi chilometri di distanza da Licata, si e’ arenato un peschereccio con 30 nordafricani. Una conferma della riapertura di un nuovo ”canale” migratorio, accanto a quello dei profughi provenienti dall’area sub sahariana in arrivo dalle coste libiche.
© RIPRODUZIONE RISERVATA