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Una catena umana|per non dimenticare

Una catena umana fatta da comuni cittadini ha cinto il palazzo di giustizia di Palermo. Poi hanno parlato i colleghi di Falcone: Nino Di Matteo, Antonio Ingroia e Giancarlo Caselli (nella foto).

A 20 anni dalle stragi
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Cittadini liberi, associazioni e alunni di scuole elementari si sono dati appuntamento a piazza Vittorio Emanuele Orlando per formare una vera e propria catena umana intorno al palazzo di giustizia.

Mano nella mano in ricordo delle vittime di mafia e di quei giorni che hanno sconvolto la città e l’intera nazione. Insieme ai cittadini, anche il neo sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Un gesto dovuto, una volontà precisa di ricordare chi ha dato la vita servendo lo Stato” ha detto.

Sciolta la catena, tutti i partecipanti si sono riuniti nella piazzetta della Memoria per ascoltare le parole di giudici e magistrati fra cui: Nino Di Matteo, presidente distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino, Leonardo Guarnotta e Antonio Ingroia.

Uniti nella gioia e nell’orgoglio di sentire il calore della società civile stretta intorno a loro e al loro lavoro, auspicano una maggiore presenza delle istituzioni: “Che i ministri e gli esponenti delle più alte cariche dello Stato non si ricordino di Palermo solo quando vengono in visita ufficiale e poi non se ne dimentichino nel tragitto di ritorno verso Roma”, questo l’augurio di Leonardo Guarnotta.


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