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IL CASO

"Avvelenato dall'amianto"
Assolti i cinque imputati


Antonio Profita è morto nel 2001, stroncato da un carcinoma polmonare che, secondo l'accusa, fu provocato dall'amianto presente nelle vasche della potabilizzatore Amap di Risalaimi, a Misilmeri, nel Palermitano. Cinque gli imputati, assolti per prescrizione.

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amap, amianto, antonio profita, Cronaca, Palermo
Sono stati assolti per prescrizione Salvatore e Raffaele Vinciguerra, Gesualdo Adelfio, Gaetano Graziano e Gaetano Paruta, che si occupavano del potabilizzatore Amap di Risalaimi dove lavorava Antonio Profita, morto nel 2001. L'uomo - come stabilirono i medici - fu stroncato da un carcinoma polmonare che, secondo l'accusa, fu provocato dall'amianto presente nelle vasche. Per questo, per il decesso dell'impiegato dell'Amap il pubblico ministero aveva chiesto, a marzo, cinque condanne a tre anni ciascuno di carcere. Oggi l'assoluzione per prescrizione dei cinque imputati, difesi dagli avvocati Valentina Castellucci, Mauro Torti e Massimo Motisi.