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Lombardo

"C'è chi non vorrebbe,
ma mi dimetterò comunque"


elezioni anticipate, lombardo, sicilia, Politica

Lombardo parla a margine del processo. Accusa i partiti nazionali di usare la Sicilia come merce di scambio, apprezza l'operato di Monti e annuncia richieste di risarcimento danni contro i giornali che hanno parlato di default della Sicilia.


"Qualcuno pretende che io non mi dimetta perché il sistema dei partiti nazionali che hanno usato la Sicilia come merce di scambio e bottino da incassare, e mi riferisco in particolare all'Udc, impazziscono se pensano ad elezioni anticipate". Lo ha affermato il governatore Raffaele Lombardo, a margine del processo per reato elettorale in cui è imputato a Catania davanti al tribunale monocratico. "Con le elezioni anticipate in Sicilia - ha aggiunto - il loro progetto di beccarsi la presidenza della Regione in cambio di qualcosa che otterranno a Roma va a gambe per aria". "L'ho già detto al presidente Monti al telefono - ha ribadito Lombardo - e glielo confermerò il prossimo 24 luglio, quando lo incontrerò, che mi dimetterò all'assemblea regionale siciliana il 31 luglio. Il governo, per statuto, resta in carica per i tre mesi successivi, tempo entro il quale si dovrà votare. Le elezioni si potrebbero tenere il 28 e il 29 ottobre".

E, a proposito di Monti, il governatore siciliano sostiene che "abbia fatto il suo dovere, anche se, con una nota che è stata giudicata inusuale, vi sono state segnalate criticità e io cercherò di capire da parte di chi". Ma se Lombardo è tenero con Monti, non lo è con la stampa. "Chi ha scritto che siamo al crack e al default e che la Sicilia è fallita, come alcuni giornali hanno fatto ieri a 9 colonne, sarà denunciato e pagherà danni civili sicuramente salati". "Si è montato un battage mediatico e vergognoso contro la Sicilia per farle del male - ha aggiunto - perché deve essere eliminata visto che tutti i guai dell'Italia sono siciliani. Ma noi abbiamo dimostrato, conti alla mano, l'esatto contrario i nostri bilanci certificati sono migliori di quelli del Piemonte e sullo stesso livello di Umbria e Veneto. Abbiamo dei debiti ma anche dei crediti, e il più grosso lo vantiamo con lo Stato che deve alla Regione siciliana un miliardo di euro che deve essere pagato entro l'anno. Ieri - ha concluso - ci hanno detto che ci daranno un'anticipazione di 400 milioni di euro".