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CATANIA, OSPEDALE VITTORIO EMANUELE

"Falsificava le cartelle dei boss"
In manette il dirigente


Maria Costanzo, dirigente medico del Vittorio Emanuele di Catania, finisce agli arresti domiciliari. Avrebbe accettato regali vari per attestare falsamente l'aggravamento di patologie di Alessandro Bonaccorsi, uno degli indagati.

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Maria Costanzo, dirigente del policlinico Vittorio Emanuele, prima azienda ospedaliera della Sicilia orientale, è il colletto bianco finito in manette insieme al gotha del clan Carrateddi. Secondo le ipotesi della magistratura, la Costanzo avrebbe falsificato, in cambio di “regalie varie”, alcune cartelle cliniche per evitare la carcerazione del boss Alessandro Bonaccorsi. L'accusa è di falso in atto pubblico e corruzione in atti giudiziari. Maria Costanzo, colonna portante del reparto di chirurgia d'urgenza del policlinico Vittorio Emanuele di Catania, si trova in questo momento ai domiciliari perché “attestando falsamente l’esistenza di situazioni di aggravamento di patologie preesistenti in capo ad Alessandro Bonaccorsi, intendeva documentarne l’incompatibilità delle sue condizioni di salute con il regime carcerario e consentirgli così di ottenere la detenzione domiciliare”.

Secondo le indagini della squadra mobile guidata da Giovanni Signer, il presunto boss Alessandro Bonaccorsi avrebbe presentato in questura certificati di visite mediche firmate dal dirigente Costanzo ma, in realtà, mai avvenute. Attraverso queste cartelle cliniche, che documentavano l'esistenza di “falsi” esami Tac oltre che di prelievi ematologici inesistenti, Bonaccorsi riusciva ad ottenere permessi per uscire di casa. E ancora, su richiesta della moglie del presunto boss, il dirigente chirurgo Costanzo avrebbe accettato, in cambio di soldi, di operare Bonaccorsi per un malessere inesistente al fine di “rendere impossibile la traduzione in carcere” per motivi di salute.

L'irruzione della squadra mobile avrebbe però fatto saltare il piano sanitario anti carcerazione: al momento di iniziare l'operazione concordata, la Costanzo non si sarebbe presentata. A quel punto le cimici hanno registrato le lamentele della moglie e del cognato del boss per aver consegnato “denaro e regalie” alla dottoressa senza riuscire, in quell'occasione, a raggiungere lo scopo.

Ecco i nomi degli altri arrestati:  Emilia Anastasi, 34 anni, residente a Catania; Rocco Anastasi, 57 anni, residente a Catania - pregiudicato; Maria Bonnici, 55 anni, residente a Catania - madre di Orazio Finocchiaro;  Concetto Antonino Bonvegna, 59 anni, residente a Catania - pregiudicato; Filippo Bonvegna, 33 anni, residente a Catania - pregiudicato; Salvatore Bonvegna, 32 anni residente a Catania - inteso "Turi do locu" – pregiudicato - in atto detenuto in regime domiciliare; Salvatore Bracciolano, 30 anni residente a Catania - pregiudicato; Costanzo Maria residente a Catania - dirigente medico in servizio presso l’Ospedale “Vittorio Emanuele” - posta agli arresti domiciliari. Paolo Ferrara, 37 anni, residente a Catania - inteso "Micci" – pregiudicato - in atto sottoposto alla misura di Prevenzione della Sorveglianza speciale di P.S. Massimo Leonardi, 38 anni, residente a Catania; Marco Rapisarda, 34 anni, residente in San Pietro Clarenza - inteso "u conigghiu” – pregiudicato - in atto sottoposto al regime della detenzione domiciliare; Bruna Strano, 29 anni, residente a Catania - pregiudicata. Daniela Strano, 37 anni, residente a Catania, Marco Strano 30 anni, residente a Catania – pregiudicato - in atto sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S.

Il provvedimento restrittivo è in corso di notifica a: Alessandro Bonaccorsi, 33 anni, di Catania e attualmente detenuto, Filippo Crisafulli di 50, Orazio Finocchiaro di 40, Giovanni Musumeci, 40 e Robertino Scrivano, 48 anni.