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Lombardo all'Ars

"I conti sono solidi
Crac? Chiederò gli atti a Monti"


Il presidente Lombardo è all'Ars. Interviene sulla polemica dei giorni scorsi sul presunto default della Sicilia: "Chiederò a Monti gli atti sui conti della Regione".

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Un intervento fatto di cifre e dati. C'è poca politica, nella prima parte del discorso di Raffaele Lombardo all'Ars, ma molta economia. "Il bilancio? - ha iniziato il governatore - Lo ha approvato l’Ars modificando la proposta del governo. È di 27 miliardi di euro. E la spesa per il personale è di circa 1,5 miliardo. La spesa corrente è di circa 15 miliardi, quindi il rapporto non è affatto così elevato. La spesa corrente - ha aggiunto - è scesa. Ed è identica a quella del 2001. Se si calcola a valori deflazionati, c’è un calo di circa 3 miliardi".

Ma sulle polemiche dei giorni scorsi, e sulle voci del possibile crac della Sicilia, Lombardo appare molto deciso: "Mi risulta che quelle notizie siano giunte da figure istituzionali (l'accenno è al Commissario dello Stato, ndr). Chiederò a Monti gli atti che fanno riferimento a quelle criticità, in modo da poterli confutare".

Poi, ecco il tasto dolente dell'indebitamento della Regione. "Abbiamo un debito di circa 6 miliardi. Che pesa sul Pil regionale per circa il 7%. Il debito dello Stato è di circa il 120%. Se pendiamo poi dalle labbra delle agenzie di rating, siamo sullo stesso piano di Milano, Siena e Venezia come comuni. Del Veneto e della Puglia tra le regioni, mentre ha un rating più basso il Piemonte". Sulle notizie dei 400 milioni che lo Stato sta per inviare in Sicilia, Lombardo precisa: "Chi parla di elargizioni e regali, non sa quello che dice. E chiederò in consiglio dei ministri - ha aggiunto - che i colleghi siano richiamati a un po’ di serietà in più, visto che sono stato costretto a fare riferimento persino alle vacanza private di qualcuno (il riferimento è al presidente della Lombardia Roberto Formigoni, ndr). Sarebbe meglio che si astengano da certe sciocchezze, visto che la Sicilia è una delle Regioni più generosa".

Non manca poi un riferimento ai cosiddetti "fondi fantasma" sui quali si baserebbe il bilancio, indicati dal vicepresidente Ivan Lo Bello come uno dei pericoli maggiori per le finanze dell'Isola. "I residui attivi? - spiega Lombardo - Certo, rappresentano una notevole criticità. Sono entrate accertate dallo Stato non riscosse. Ammontano a circa 15 miliardi. A 14 miliardi alla fine del 2011. Cresciuti nel 2012 di circa 1,6 miliardi. Di questi 7,3 miliardi sono fondi che arriveranno dall’Europa. Circa 3,4 miliardi sono spese tributarie derivanti da debiti non pagati dai cittadini. L’Ars intervenne con una norma di circa 10 anni fa congelando quelle somme non rendendole disponibili per le manovre Finanziarie. Solo nel 2011 si sono usati per favorire il Credito d’imposta, la Sanità e la differenza di percentuale per la compartecipazione ale spese sanitarie. L’indebitamento - prosegue poi Lombardo - rientra nella fisiologia del bilancio. E' di circa 6 miliardi, dei quali 1,5 miliardi sono stati contratti da questa assemblea negli ultimi 4 anni. Un altro miliardo è precedente. Il 50% di questo debito invece nel 2007 per il piano di rientro della Sanità (2,6 miliardi circa). Per ogni euro che entra, infatti, viene accantonata la somma per il pagamento del debito".

Ma Lombardo non nasconde alcuni problemi attuali: "Oggi viviamo una obiettiva crisi di liquidità. Ma non riguarda e non riguarderà gli stipendi. Semmai, i nostri creditori e mandati che devono essere onorati. Ma è una crisi legata ad alcuni fatti che possano essere ritenuti emergenziali: si tratta di mancati trasferimenti da parte dello Stato e lo metteremo per iscritto al presidente della Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo insomma quella che non è un’elemosina, ma è il “dovuto”. Si tratta delle anticipazioni del fas, fondi comunitari e alla partecipazione dello Stato al ripianamento del debito nella Sanità".

Su Monti: Chiederò a Mario Monti gli atti che gli sono stati inviati, a proposito dei conti della Regione, e chiederò anche di incontrare il presidente della Repubblica".