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"Oro grigio", sette condanne


L'inchiesta "Oro grigio". Un'indagine su presunti tangenti e appalti con le istituzioni sullo sfondo. E' arrivato il pronunciamento della magistratura.

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Sette condanne, un’assoluzione e tre prescrizioni. Questa la sentenza di primo grado, emessa nella tarda serata di ieri dai giudici della prima sezione del Tribunale di Messina, a conclusione del processo "Oro grigio". Sette ore di consiglio per decidere la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione per l’ex presidente del consiglio comunale di Messina, Umberto Bonanno; per l’avvocato Pucci Fortino e per il funzionario del Comune, Antonino Ponzio. Accusati di corruzione. Gli stessi imputati sono stati, invece, assolti dai reati di associazione a delinquere e falso. Sempre per corruzione sono stati condannati a due anni e mezzo i costruttori: Giovanni Arlotta, Giovanni e Santi Magazzù ed Antonino Smidile. Assoluzione totale per Salvatore Arlotta, figlio del costruttore.

Prescrizione del reato, invece, per i funzionari regionali Rosa Anna Liggio, Giuseppe Giacalone e Cesare Antonino Capitti, erano accusati di falso. Per tutti, il Pm Angelo Cavallo aveva chiesto pene variabili dagli 8 anni ad un anno. Una sentenza clemente, dunque, quella emessa nei confronti degli imputati di una operazione di polizia che, nel 2007, fece scalpore in città, con i suoi nove arresti eccellenti. Portava alla luce tangenti, intrecci clientelari sulla gestione del piano regolatore di Messina. In carcere, tra gli altri, finirono l'ex presidente del consiglio comunale, Umberto Bonanno, il noto avvocato Pucci Fortino, ed ancora funzionari dell'Università, costruttori e funzionari regionali.

La magistratura aveva puntato i riflettori sugli interessi legati all'attuazione del piano regolatore generale di Messina, sulle procedure amministrative ed il rilascio delle concessioni edilizie, sui piani-quadro e le lottizzazioni. Furono riscontrati raggiri nella gestione di importanti operazioni immobiliari. A commetterli, secondo l'accusa che ipotizzò, a vario titolo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla commissione di falsi , Umberto Bonanno, Pucci Fortino, il funzionario tecnico dell'Ufficio area coordinamento politica del territorio del Comune Antonino Ponzio.  I costruttori barcellonesi Giovanni e Salvatore Arlotta, i soci Giovanni e Santi Magazzù e Antonino Smedile della Samm, una società immobiliare. Anche tre funzionari della Regione siciliana furono indagati: Giuseppe Giacalone, Rosa Anna Liggio e Cesare Antonino Capitti.

Cuore dell'inchiesta fu la realizzanda costruzione di un complesso abitativo, il Green Park, 8 comparti che dovevano sorgere, sul torrente Trapani di Messina. L'accusa sostenne che politici e e funzionari della Regione avrebbero intascato tangenti per fare approvare una variante al piano regolatore generale di Messina, finalizzata alla edificazione degli otto corpi di fabbrica, elevandone l'indice di cubatura. L'operazione immobiliare avrebbe dovuto portare ad intascare tangenti per 1 milione 550 mila euro e a ottenere anche la cessione di alcuni appartamenti dalle società costruttrici S.a.m.m. costruzioni e Ar.ge.mo. srl.

Furono le dichiarazioni di un imprenditore, Antonino Giuliano, (il pentito Alfa) a far scattare le indagini della Squadra Mobile. Oltre un anno d'intercettazioni telefoniche e ambientali consentirono agli investigatori di stabilire che tra gli arrestati avvenne una spartizione di mazzette per 127 mila euro; 62.500 li avrebbe incassati l'avvocato Fortino, (ritenuto il regista della operazione) 37.500 il funzionario Gierotto (considerato il braccio operativo di Fortino), 17.900 l'ex presidente del consiglio comunale Bonanno e 10 mila euro il funzionario comunale Ponzio. L'accusa sostenne anche che gli stessi si erano già spartiti altri 120 mila euro.

Il pentito Alfa parlò di un gruppo "politico-affaristico" costituito da personaggi in grado di ottenere con metodi illegali, avvalendosi delle competenze specifiche di ognuno, le necessarie autorizzazioni amministrative per la realizzazione di nuovi complessi abitativi in aree non previste come edificabili dal Prg.