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L'appello

"Santità, ci aiuti lei
per il trapianto di Salvatore"


Salvatore Crisafulli, da nove anni prigioniero di una gravissima disabilità. Il fratello scrive al Papa: "Santità, intervenga lei, difensore della vita".

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benedetto XVI, Catania, pietro crisafulli, salvatore crisafulli, Catania
Una lettera a Benedetto XVI per chiedergli di pronunciarsi affinché la richiesta del fratello, il 46enne catanese Salvatore Crisafulli, paralizzato da nove anni, ovvero la possibilità di sottoporsi al trapianto delle staminali adulte, in Italia diventi possibile. L'ha scritta Pietro Crisafulli, entrato anch'egli in sciopero della fame insieme al fratello, dopo che a Salvatore è stato negato in Sicilia l'accesso al trapianto delle staminali mesenchimali: l'uomo è affetto da locked-in syndrome (chiuso dentro), patologia diagnosticatagli dopo il risveglio dallo stato di coma vegetativo nel quale ha vissuto per oltre due anni, in seguito a un incidente stradale avvenuto nel settembre 2003.

"Da dodici giorni Salvatore è in sciopero della fame per chiedere di essere sottoposto al trapianto delle cellule staminali cosiddette 'mesenchimali', una metodologia già sperimentata in Italia, ma ostacolata dagli interessi economici di chi si oppone al progresso scientifico", scrive al Papa Pietro Crisafulli, presidente dell'associazione 'Sicilia Risvegli onlus'. "Mi appello a Lei, Sua Santità - prosegue -, che è rimasto l'unico vero difensore della vita, perché interceda immediatamente con le autorità politiche e sanitarie italiane in favore di Salvatore e di tutte quelle persone che come lui vivono nelle stesso condizioni".

"Da lunedì scorso - si legge ancora nella lettera - mi sono unito anche io allo sciopero della fame iniziato da mio fratello, le cui condizioni di salute, in assenza di nutrizione, peggiorano di giorno in giorno e non le nego che a breve la sua vita potrebbe essere a rischio". Crisafulli dice anche al Pontefice che "tutti noi non possiamo dimenticare le Sue parole, pronunciate in occasione di uno dei Suoi tanti interventi, con particolare riferimento alle tematiche sull'eutanasia, con le quali definiva 'vita' lo stato vegetativo". "Anche noi - conclude Pietro Crisafulli - siamo stati a favore della vita e contro l'eutanasia. Ma, se muore Salvatore, allora morirò anch'io. Ci aiuti. Intervenga subito, prima che sia troppo tardi".