Live Sicilia

Il giovane è stato assolto

Processato per colpa
di un paio di scarpe


Daniele Pitti, a causa di un precedente penale aveva l'obbligo di rientrare a casa entro le 20. Un giorno la fidanzata gli chiede di recuperare le sue scarpe da un'amica. Ne viene fuori una colluttazione che non gli consente di tornare nella sua abitazione in orario. (Nella foto Mauto Torti, uno dei legali del ragazzo).

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processo, scarpe, violenza, Cronaca
Non gli parlate più di scarpe e donne. Almeno per un po'. Daniele Pitti è stato assolto, ma per colpa di un paio di tacchi è finito sotto processo.

Questi i fatti. Pitti è un giovane palermitano obbligato a rincasare entro le venti per un precedente penale per furto. Una sera è costretto a cambiare i programmi. Lungo la strada riceve un ordine dalla fidanzata: vuole che vada a recuperare le scarpe che lei ha dimenticato a casa dell'amica del cuore. Pardon, ex. Lei proprio non ne vuol sapere di rimettere piede in quella casa. E così costringe lui a bussare alla porta della ragazza.

Apriti cielo. Volano botte e insulti. Finche l'amica della fidanzata chiama i carabinieri. Il ragazzo si ritrova in manette per maltrattamenti e violazione dell'obbligo di rincasare alle venti. A casa è arrivato molto tempo dopo. I suoi legali, Valentina Castellucci e Mauro Torti (nella foto) hanno sostenuto che l'imputato è stato costretto a ritardare per, chiamiamole cosi', "cause di forza maggiore.