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La presunta estorsione a Berlusconi

"Non a Palermo", i legali di Dell'Utri
sollevano conflitto di competenza


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Pietro Federico e Giuseppe Di Peri (nella foto), legali di Marcello Dell'Utri, indicano in Milano o Firenze le sedi che sarebbero titolate a svolgere l'inchiesta e alle quali quindi il procuratore di Palermo dovrebbe trasmettere gli atti.

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Gli avvocati del sen. Marcello Dell'Utri, Giuseppe di Peri e Pietro Federico, hanno depositato un'istanza in cui chiedono al procuratore di Palermo Francesco Messineo di dichiarasi incompetente in merito all'indagine sulla presunta estorsione che il parlamentare avrebbe fatto all'ex premier Silvio Berlusconi.

Gli avvocati, nella loro istanza che avvia formalmente il conflitto di competenza sull'indagine, indicano in Milano o Firenze le sedi che sarebbero titolate a svolgere l'inchiesta e alle quali quindi il procuratore di Palermo dovrebbe trasmettere gli atti. Secondo i difensori, che formalmente non hanno avuto nessuna notizia dell'inchiesta sull'estorsione se non dalla stampa, in base agli accertamenti svolti nella cosiddetta indagine sulla P3, dalla quale i magistrati di Palermo prendono le mosse, i conti correnti sui quali i soldi frutto della presunta estorsione sono stati versati in banche di Milano o di Firenze. Il procuratore ha ora 10 giorni per rispondere ai legali che, in caso di rigetto o di assenza di risposta possono ricorrere al procuratore generale presso la cassazione. La mossa degli avvocati di Dell'Utri rende improbabile che Silvio Berlusconi e la figlia Marina, citati a testimoniare come persone informate sui fatti, si presentino a rendere interrogatorio in presenza di un conflitto sollevato.