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L'intervista

Pippo Russo: "Il Comune
ha rispettato la legge"


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Intervista al portavoce di Italia dei Valori: "Milani è inquadrato come dirigente, quindi non può non ricevere un incarico che rispetti la sua qualifica. E avrà comunque un dirigente sopra di lui"

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"Rispettate tutte le norme giuridiche ed etiche". È questa l'opinione del segretario provinciale e portavoce dell'Italia dei Valori Pippo Russo interpellato sulla questione Milani, il dirigente comunale sulle cui spalle pesa una condanna per tangenti e che si trova attualmente a ricoprire un ruolo di responsabilità all'interno del settore Immobiliare del Comune. Russo ha tenuto a precisare che si tratta comunque dell'opinione di un esponente del partito di maggioranza, non di un membro dell'amministrazione o del sindaco.

L'Idv si è sempre contraddistinto per la sua forte vena legalitaria ai limiti, talvolta, del giustizialismo, come si pone, dunque il partito in relazione a questa vicenda?
"Legalità è rispetto della legge, ma non solo, è andare oltre, in una dimensione che sia anche etica. Nella vicenda che riguarda il signor Milani sono state rispettate le norme sul pubblico impiego. Milani è inquadrato come dirigente, quindi non può non ricevere un incarico che rispetti la sua qualifica. Non si troverà inoltre a ricoprire un ruolo di vertice, in quanto avrà comunque un dirigente al di sopra di lui".

Non trova un contrasto di posizione con il manifestato sostegno dell'Idv al cosiddetto decreto blocca indagati, recentemente bocciato con voto segreto dall'Ars ?
"Non c'è correlazione tra il blocca indagati e la questione Milani. Il decreto bocciato dall'Assemblea Regionale fa riferimento ad incarichi di sottogoverno, che potranno continuare ad essere assegnati ad inquisiti e condannati per reati anche gravi come quelli di mafia. Nel caso del Milani parliamo di un dirigente già in carica, che comunque ha pagato e per il quale, da regolamento, non può essere riservato un trattamento diverso da quello adottato dall'amministrazione Orlando. Il blocca indagati si sarebbe assolutamente dovuto approvare e soprattutto non si sarebbe dovuto votare con voto segreto, un gesto in linea con questa classe politica".

Come valuta, dunque, questi primi sessanta giorni di governo da parte di Leoluca Orlando?
"Per la prima volta i cittadini hanno la percezione chiara di un governo della città, percezione che è mancata negli ultimi 10 anni di vuoto assoluto. L'amministrazione ha immediatamente messo mano alle tante emergenze lavorando contemporaneamente a progetti di più lungo respiro per dare un nuovo volto alla città. Positivi anche i primi passi degli assessori, che riescono a far percepire alla cittadinanza un forte senso di squadra".