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Grandi eventi: "Gli uomini
del sistema Giacchetto"


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Il provvedimento di dissequestro dei beni di fausto Giacchetto svela i nomi degli altri indagati. Ecco chi sono.

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L'elenco degli indagati è completo. Sono sette le persone finite sotto accusa nell'inchiesta sui Grandi eventi organizzati dalla Regione siciliana. Oltre ai nomi già noti di Faustino Giacchetto, il personaggio chiave delle indagini, l'imprenditore Luciano Muratore e il dirigente regionale Antonio Belcuore, ci sono pure quelli di Angelo Vitale, Sergio Colli, Stefania Scaduto e Giuseppe Imburgia.

Da un lato il provvedimento del giudice per le indagini preliminari segna un punto a favore della difesa, non convalidando il sequestro dei soldi e dei gioielli di Giacchetto trovati in due cassette di sicurezza. Dall'altro punta il dito contro “il sistema collusivo documentato dai dati in questione” e ricostruito dai finanzieri del Nucleo speciale Spesa pubblica coordinati dai pubblici ministeri Maurizio Agnello e Gaetano Paci. Un sistema che “oltre che assai articolato e ramificato, si presenta dotato di un'intensissima vitalità operativa”.


Non ci sono, però, solo i nomi degli indagati nel provvedimento del Gip Giuliano Castiglia che, sulla base degli elementi fin qui raccolti, piazza al centro la figura di Giacchetto che “coordina le condotte (predisposizione delle offerte, presentazione delle medesime, recapito di cose ai pubblici funzionari, compimento di operazioni finanziarie) di coloro che appaiono i suoi più stretti sodali, Vitale e Colli. Formalmente rappresentanti legali della Media Center & Mangament e della Media Consulting, di fatto sottoposti alla direzione di Giacchetto; o come Stefania Scaduto e Daniela Craparotta che operavano come soggetti alle dipendenze di Giacchetto”. E sarebbe stato sempre Giacchetto a intrattenere “i rapporti e le intense relazioni con i soggetti che operano a vario titolo negli enti pubblici che finanziano gli eventi e che bandiscono le gare (come gli indagati Belcuore e Imburgia (quest'ultimo è commercialista e consulente della Regione ndr) o Emilio Carreca e Bruno De Vita, impegnati a vario titolo all'interno dell'assessorato regionale al Turismo”.

Non siamo riusciti a raccogliere la replica delle persone non iscritte nel registro degli indagati, tranne quella di De Vita. “Non posso commentare atti che non conosco - spiega -. Posso solo dire che conosco Giacchetto. In quanto vice capo di gabinetto l'ho incontrato più volte come è accaduto con tanti altri imprenditori”.

Nel provvedimento il Gip parla di “sistema collusivo diretto da Giacchetto” e talmente efficace che Carmelo Alecci (neppure lui è indagato ndr), incaricato della gestione di un evento a Taormina, poteva dare per certa a Giacchetto l'aggiudicazione di una gara. Al projetc manager, tra i più impegnati e noti in Sicilia, al momento non viene contestato il reato di corruzione anche se scrive il gip “la ramificazione e l'efficacia operativa del sistema consentono di presumere che lo stesso sia consolidato e costantemente lubrificato da un'intensa pratica di elargizione di doni e rendono plausibile l'ipotesi che siano state realizzate anche condotte corruttive”. Nonostante questo i quasi 500 mila euro in contanti trovati in due cassette di sicurezza e i 19 orologi di lusso sono stati restituiti a Giacchetto. Su questo punto hanno avuto ragione i legali, gli avvocati Fabrizio Biondo e Giovanni Di Benedetto: “Non hanno alcuna pertinenza con i reati contestati”. In ogni caso, essendo stato un sequestro disposto dal pubblico ministero avrebbe dovuto essere convalidato entro 48 ore. Cosa che non è avvenuta. Sul resto delle accuse nessun commento perché i legali non conoscono ancora gli atti delle indagini. Belcuore, attraverso il suo legale, l'avvocato Claudio Gallina Montana, si era detto sereno per la trasparenza del suo lavoro.