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Agrigento

Mafia, tre arresti


Un omicidio. E le indagini. Ora scattano le manette nell'Agrigentino. Tre arresti per mafia.

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I carabinieri hanno eseguito tre della 4 ordinanze di custodia cautelare nell'operazione antimafia nell'agrigentino, fermando Gaetano Sedita, 70 anni, ritenuto il capomafia della famiglia di Alessandria della Rocca, per cui è stato disposto il carcere; Domenico Ligammari, 76 anni, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari e Giuseppe Comparetto, 86 anni, tutti di Alessandria della Rocca (Ag). Il quarto indagato, per ora irreperibile, è Pietro Perzia, 67 anni, che si sarebbe trasferito in Inghilterra. Gli indagati erano otto, ma per quattro la richiesta di misura cautelare avanzata dal pubblico ministero è stata respinta.

Tutti sono accusati di associazione di stampo mafioso, per aver fatto parte della "famiglia" di Alessandria della Rocca (Ag), con l'aggravante per Sedita e Ligammari perché avrebbero avuto un ruolo di direzione all'interno della presunta organizzazione. Per tutti, l'aggravante del concorso ad una associazione armata, avendo avuto la disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità dell'associazione. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, Gaetano Sedita, dello "u gaddu", sarebbe diventato il "capo" della cosca dopo la morte del cognato Emanuele Sedita, avvenuta nel 1995 quando venne ucciso in un regolamento di conti fra esponenti delle diverse famiglie mafiose. Immediatamente sotto di lui vi sarebbe stato Domenico Ligammari, titolare di una tabaccheria nella piazza centrale del paese. Pietro Chillura si sarebbe rifiutato di uccidere un suo compaesano - ordine impartitogli dall'ex capomafia Emanuele Sedita - che, secondo il boss, andava eliminato per dissidi riguardanti l'irrigazione di alcuni terreni.