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L'omicidio nel negozio di parrucche

Delitto Giarrusso,
il test del Dna scagiona i sospettati


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Palermo. Gli esami eseguiti su quindici persone hanno dato esito negativo. Le indagini sul delitto della titolare del negozio di parrucche ripartono da zero.

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Punto e capo. Il sangue trovato nella bottega di parrucche non appartiene ad alcuno dei quindici sospettati. Sono stati tutti scagionati dalla prova del Dna. Ripartono da zero le indagini sull'omicidio di Antonietta Giarrusso, la donna di 63 anni uccisa ad aprile scorso nel suo negozio di via Dante, a Palermo.

Un delitto efferato consumato con un coltello e un paio di forbici. Venti colpi scagliati con forza contro la donna che ha provato pure a difendersi. Su una tenda del negozio i poliziotti della sezione Omicidi della squadra mobile hanno isolato una macchia di sangue. I rilievi del gabinetto della Scientifica hanno escluso che fosse il sangue della vittima. Appartiene, dunque, all'assassino di cui è stato estratto il profilo genetico. Poi, gli agenti coordinati dal dirigente Carmine Mosca hanno eseguito il tampone buccale su quindici persone. Più che sospettati si trattava di parenti, amici, conoscenti e clienti della Giarrusso. Tutta gente in contatto con la vittima.

I risultati delle analisi sono finiti sul tavolo del procuratore aggiunto Maurizio Scalia che coordina la complicata indagine. Esito negativo. Tra di loro non c'è l'assassino. La comparazione del Dna aveva già escluso il coinvolgimento di altre sei persone, tra cui un transessuale, cliente della Giarrusso, che si era suicidato qualche giorno dopo il delitto.

Tante le ipotesi in ballo in questi mesi di indagini. Dal movente passionale a quello legato ad interessi economici. Finora nessuna certezza e si torna a battere la possibile pista della rapina finita in tragedia.