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La contesa

Catania, l'aeroporto dei veleni


Veleni per i posti nel cda della società di gestione dell'aeroporto di Catania. Ecco tutti i nominativi dei candidati, i segreti dello scontro che si è scatenato alle falde dell'Etna per la conquista dell'aeroporto di Catania. E intanto Windjet rischia il fallimento.


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Dossier, veleni e querele. Questi gli ingredienti della guerra in corso a Catania per accaparrarsi il controllo della Sac, la società di gestione dello scalo catanese, il quarto d'Italia per passeggeri e volumi di traffico. E intanto Windjet rischia il fallimento. Eccolo il vero problema che si interseca tra il presente litigioso dei soci della Sac e il possibile futuro disastroso che rischia di far crollare bilancio e sogni di gloria di firrarelliani, lombardiani e industriali. Windjet è indebitata con la Sac per 7 milioni di euro. Crediti per l'amministrazione dell'aeroporto inseriti in bilancio con il rischio che, in caso di insolvenza, potrebbero trasformarsi in “sopravvenienze passive” e dare vita a un nuovo e sottovalutato buco di bilancio.

Ma non basta. Il tracollo di Windjet comporterebbe la perdita di due milioni di passeggeri ogni anno, e l'aumento, anche del 30%, delle tasse aeroportuali a carico dei passeggeri degli altri vettori. Con la conseguente perdita di appetibilità dell'aeroporto di Catania.

Situazione di stallo
Il bilancio non è stato ancora approvato, per questo i vecchi amministratori restano in carica. L'unico conto in pareggio, al momento, è quello dei voti dei due schieramenti dei soci della Sac: quattro contro quattro. Da una parte ci sono i due commissari di matrice lombardiana dell'Asi (1 voto) e della Camera di Commercio (3 voti); dall'altra c'è lo schieramento che comprende, con un voto ciascuno, la provincia di Catania guidata da Giuseppe Castiglione, quella di Siracusa di Nicola Bono, e le camere di commercio di Ragusa e Siracusa di Ivan Lo Bello. Il pareggio nella conta dei voti si traduce in una situazione di stallo dalla quale sembra che nessuno voglia uscire. Serve un voto in più a ciascuno dei due schieramenti e nessuno cede. La novità è che adesso, nel nuovo elenco di candidati, che Livesicilia pubblica in esclusiva, i nomi di rilievo sono arrivati e il cerchio si stringe attorno a Giorgio Bartolini, numero 1 della Bartolini Italia, Nico Torrisi, presidente siciliano della Federazione degli albergatori e Ivan Lo Bello che però sino a questo momento non ha accettato la candidatura alla presidenza e sostiene l'uscente Gaetano Mancini.

Ipotesi rinvio
Oggi torna a riunirsi il cda, la cordata contrapposta ai due commissari regionali starebbe puntando su un rinvio a settembre, quando dovrebbe decadere il commissario Giuseppe Spampinato perché l'Asi è confluita nell'Irsap. A quel punto dovrebbe essere nominato come commissario Alfonso Cicero, molto vicino a Marco Venturi. In teoria sarebbe un voto in più per la cordata di Lo Bello e delle province regionali di Catania e Siracusa, ma l'equazione “Venturi-Lo Bello” ha già fatto cilecca. Basti pensare che il commissario della Camera di Commercio Fausto Piazza è stato nominato su indicazione di Venturi e non ha portato i suoi 3 voti in dote a Lo Bello, anzi i 3 voti sarebbero rimasti, fino ad oggi, nell'alveo dei lombardiani e degli uomini della Camera di Commercio di Agen, l'avversario in questa delicata partita a scacchi, di Lo Bello.

Il filotto degli industriali
Livesicilia lo aveva anticipato qualche settimana addietro intervistando Domenico Bonaccorsi di Reburdone: Confindustria Catania ha vinto il ricorso al Tar e ha ottenuto il doppio dei seggi nel consiglio camerale passando da 4 a 8. La battaglia della Sac per il controllo degli amministratori dell'aeroporto etneo ha un omologo nella Camera di Commercio, il vero centro di potere catanese, che si prepara a rinnovare gli organismi con la campagna elettorale delle regionali alle porte. E' questa la partita che stanno giocando, astutamente, gli industriali, puntando dritto all'ex trono di Pietro Agen (nella foto). Per questo la tensione è alle stelle e i colpi bassi, da ambo le parti, non si sono fatti attendere. Nel dossieraggio attualmente in corso nessuno è escluso, dalle pendenze giudiziarie di Gaetano Mancini alle società controllate anche in minima parte da figli e parenti di Agen, anche quando si tratta di società che nulla hanno a che vedere con l'aeroporto. Di tutta risposta il presidente siciliano della Confcommercio, amante delle sfide, è volato a Londra per seguire le Olimpiadi, sta carburando per lo scontro di Ferragosto che lo attende al rientro.

Tutti i nominativi dei candidati al cda della Sac
La Camera di Commercio di Ragusa ha indicato i nominativi di Carmelo Arezzo, segretario dell'ente e Giuseppe Giannone, uomo di Confcommercio. La Camera di Catania ha indicato Antonino Barberi, vicino ad Agen, Totò Bonura, Rosario Faraci, docente universitario, e Alfio Pagliaro, segretario generale dell'Ente; Giovanni Arena, consigliere di amministrazione uscente non è più tra i candidati. L'Asi di Catania guidata dal commissario Giuseppe Spampinato porta in dote 5 nominativi tra i quali spiccano due tecnici di alto profilo: Giorgio Bartolini, presidente della Bartolini Italia, e Nico Torrisi, presidente siciliano della Federalberghi. Seguono Pierluigi Catalfo, Alfio D'Urso e Santo Castiglione, presidente dell'Autorità portuale di Catania. La provincia regionale di Catania, rappresentata in cda da Giuseppe Castiglione, ha indicato Giuseppe Galizia e Francesco Schilirò, ragioniere generale dell'Ente. La Camera di Commercio di Siracusa, rappresentata in cda da Ivan Lo Bello, ha indicato Ivan Lo Bello e Gaetano Mancini, il presidente uscente. La provincia di Siracusa di Nicola Bono, ha indicato Giovanni Di Battista e Giovanni Mazzone.

L'appello di Vecchio
“Altro che Sac, sembra un suk, la società che gestisce l'aeroporto è sotto-capitalizzata, rischia la revoca della concessione, Riggio attende un passo falso e con l'aria che tira può accadere di tutto”. Andrea Vecchio, assessore regionale alle Infrastrutture affida a Livesicilia un appello rivolto ai soci della Sac in vista della nomina dei nuovi consiglieri di amministrazione: “bisogna allontanare la politica dall'aeroporto e scegliere una professionalità al di sopra delle parti che raccolga l'unanimità dei soci”. Vecchio non si pronuncia sulle intenzioni di Confindustria nella corsa per la presidenza dell'aeroporto “da quando ho accettato l'incarico di assessore non frequento l'associazione degli industriali, ma conosco Ivan Lo Bello come persona di grande equilibrio”.
“Penso -aggiunge Andrea Vecchio- che anche Lo Bello debba sostenere una personalità di altissimo profilo, è chiaro che i commissari nominati dal governo Lombardo rispondono alla politica”. Domanda: se la sente di indicare un nominativo per la corsa alla presidenza? “Se facessi un nome avrei anche io un ruolo politico, quindi non ne faccio”.