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Windjet, proteste a Fontanarossa


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L'agonia del vettore low cost Windjet assume toni ai limiti del drammatico. Dopo il comunicato con il quale Alitalia rendeva nota la sua decisione di voler interrompere la trattativa che ormai da aprile proseguiva tra alti e bassi per l'acquisizione della compagnia catanese, il destino di Windjet appare segnato. Non si vede alternativa, infatti, al fallimento, tanto che, nonostante l'Enac abbia preannunciato che la licenza di Windjet sarebbe stata sospesa lunedì 13, già nel pomeriggio i dirigenti della compagnia di proprietà dell'imprenditore catanese Antonio Pulvirenti potrebbero rimetterla nelle mani dell'Autorità per i voli nazionali.

A far saltare il banco, secondo Alitalia, la reticenza mostrata da parte di Windjet a fornire le garanzie richieste, posizione, questa, che avrebbe procurato alla compagnia di bandiera il rischio di un ulteriore ingente esborso.

Ma cosa ne sarà dei 500 dipendenti Windjet e degli oltre 300 lavoratori dell'indotto? C'è chi a Fontanarossa è in attesa di chiarimenti. “Resteremo qui – dice Carmelo De Caudo, segretario della Filt Cgil di Catania – finché non avremo ottenuto qualche risposta. Non c'è nessun futuro per i dipendenti Windjet e dell'indotto”. E c'è chi si mostra cautamente fiducioso: “Queste di Alitalia – spiega Armando Alibrandi, segretario regionale di Uil trasporti – sono comunicazione tampone. La trattativa non è ancora conclusa, va avanti lentamente in quanto si tratta di risolvere delle sfaccettature molto delicate ed è seguita a Roma dai nostri rappresentanti nazionali, dai quali attendiamo aggiornamenti”.