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Grande Sud

Miccichè: "Mi candido
Non torno indietro"


Grande Sud risponde dopo le polemiche di questi giorni. Cimino difende il leader. Dal Pdl, arriva il sostegno di Stefania Prestigiacomo. Miccichè conferma: "Non torno indietro".

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cimino, micciché, prestigiacomo, Politica
"Da qualche giorno ho annunciato la mia candidatura alla Presidenza della Regione siciliana, l'ho fatto con il sostegno del mio movimento Grande Sud. Questo è un fatto da cui è impossibile tornare indietro". Così il leader del movimento arancione Gianfranco Micciché. "Sono disponibile a mettere insieme - aggiunge Micciché - tutte le forze politiche che abbiano inteso la gravità del momento che sta attraversando la nostra Regione. Lo farò senza pregiudiziali e senza veti verso nessuno. La Sicilia oggi ha bisogno di tutti gli uomini e le donne capaci di dare un contributi all'uscita da una crisi che rischia di essere pagata pesantemente dai siciliani". Per Micciché "le polemiche e gli insulti che mi sono stati riservati in queste ultime ore appartengono ad una vecchia liturgia della politica da cui mi sottraggo con forza". "In queste ore sto preparando la campagna elettorale il cui obiettivo non sarà certo quello di attaccare gli avversari politici", conclude.

Sul fronte di Grande Sud, dunque, è scattata la controffensiva politica, dopo il fuoco di questi giorni. A stretto giro di posta, Gianfranco Miccichè ha risposto a Rosario Crocetta, sul tema dell'essere o non essere borghese al centro di una polemica: "Mi considero un esponente della borghesia siciliana. Ne sono orgoglioso. Mai potrei accusare qualcuno di farne parte".

“Miccichè è il candidato di Grande Sud, il Partito del Territorio che pretende il riscatto del sud e della Sicilia”. Questa la reazione di Michele Cimino, deputato regionale di Grande Sud e ex vice presidente della Regione alle aspre critiche sollevate da influenti esponenti del centro destra siciliano, nei giorni scorsi. “Tutto questo accanimento mi porta ad una preoccupante riflessione: sarà perché la Sicilia é sempre stata governata dalle lobby economiche, energetiche, finanziarie nazionali e internazionali e Micciché é stato l’unico a saper dare filo da torcere negli anni ai Tremonti ai Bossi e agli uomini del Nord?”.

C’è ancora qualcuno - insiste Cimino -che pensa di tenere la Sicilia come colonia? I tempi sono cambiati e il nostro partito rappresenta la voglia di rivalsa dei siciliani rispetto al resto del paese. Lo sanno in tanti a Roma che Micciché é stato nel corso della sua carriera politica, sempre prima siciliano e poi ministro”.

E anche dal Pdl si è alzata una voce a sostegno di Miccichè, e quindi delle decisioni del Cavaliere: “Resto convinta che la candidatura di Miccichè - afferma l'ex ministro Stefania Prestigiacomo - sia la più autorevole e qualificata. Una candidatura politica di alto profilo in un momento in cui i partiti e le classi dirigenti devono scommettersi, senza buttare la palla nel campo della presunta società civile e dei tecnici. Non comprendere questo significa non essere all'altezza della sfida, che riguarda il futuro del Sicilia. In questo modo corriamo il rischio - conclude la Prestigiacomo in una nota ufficiale - di aprire il campo alla vittoria di un centrosinistra diviso e frammentato che, a tre mesi dal voto, ha già tre candidati in pista. L'unità del centrodestra è l'obiettivo a cui tutti dobbiamo lavorare”.