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LA MOSSA DI LOMBARDO

Elezioni, c'è da aspettare
Nessun decreto in Gazzetta


Neanche sulla Gazzetta ufficiale di oggi c'è traccia del decreto di indizione dei comizi elettorali. Scaramanzia o un'astuta mossa del governatore per non dover costringere tanti fedelissimi alle dimissioni?

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E anche il venerdì 17 è passato invano. Sarà stato per scaramanzia o perché i conti ancora non tornano, fatto sta che anche oggi il presidente dimissionario Raffaele Lombardo non ha fatto spuntare alcun decreto elettorale sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Ci sono le ultime nomine varate dal governo, ci sono i commissari, ma non c'è il decreto che aprirebbe di fatto ufficialmente la campagna elettorale per il voto del 28 ottobre. Niente indizioni di comizi, quindi, niente via libera alla formazione delle liste, niente dimissioni incombenti dagli enti locali e regionali.

Già perché il busillis sarebbe proprio questo. La pubblicazione del decreto costringerebbe molti politici e burocrati a fare le valigie dai rispettivi posti di comando. Dalla pubblicazione del decreto, chi si volesse candidare alle Regionali avrà dieci giorni di tempo per rassegnare le dimissioni, pena l'ineleggibilità. In questa situazione si trovano tutti i sindaci e gli assessori dei comuni superiori a 20 mila abitanti, i presidenti delle Province, i dirigenti regionali, i manager delle Asp, i presidenti e i direttori delle società partecipate anche indirettamente dalla Regione, i magistrati della Corte dei Conti. Un esercito di potere e clientele.

In un primo momento sembrava che Lombardo volesse accelerare nel pubblicare il decreto. Un modo come un altro per prendere in contropiede i partiti e mettere il cappello per primo sulla lunga campagna elettorale. Cosa ha fatto cambiare idea al governatore dimissionario? Forse l'elenco stilato dagli uffici dell'assessorato agli Enti locali con i nomi di tutti i potenziali ineleggibili. Oltre cinquanta nomi molti dei quali vicini assai a Lombardo che in questo modo avrebbe perso alleati importanti in uffici e ruoli chiave strategici in vista del voto.

Il tempo c'è ancora. La legge prevede che il decreto per indire i comizi deve essere pubblicato al più tardi a 50 giorni dal voto. Ci sarebbe cioè tempo sino al 7 settembre. Ma è chiaro che la macchina elettorale per partire ha bisogno di certezze.