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PALERMO. SIT IN ALLE 17

Bomba Gesip, sos a Roma
Il ministro: "Possibile default"


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La Gesip è al collasso, dal primo settembre i lavoratori saranno in "astensione dal lavoro e dalla retribuzione" e il Comune è sempre più vicino al crac. Alcune sigle sindacali hanno indetto per le 17 un sit in a pizza Pretoria, ma si cerca un'intesa fra tutti i rappresentanti dei lavoratori che in questo momento sono a Villa Niscemi nella speranza di parlare col sindaco. (CLICCA QUI per leggere la comunicazione della Gesip ai lavoratori)

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AGGIORNAMENTO 23 AGOSTO
In questo momento tutti i rappresentanti sindacali della Gesip sono riuniti a Villa Niscemi: avrebbero chiesto un incontro con il sindaco Orlando ma, secondo alcuni presenti, il primo cittadino non sarebbe in sede e a ricevere i rappresentanti dei lavoratori sarebbe stato un rappresentante del Comune. Alcune sigle hanno già indetto per questo pomeriggio alle 17 un sit in davanti Palazzo delle Aquile, ma si cerca un'intesa che coinvolga tutti i sindacati.

CLICCA QUI per leggere la comunicazione della Gesip ai lavoratori, datata 22 agosto, sull'astensione dal lavoro e dalla retribuzione a partire dal primo settembre.

 

Quello che è nato come il caso Gesip, nelle ultime ore sta diventando sempre più il caso Palermo. Il crac della società partecipata del Comune, infatti, rischia di travolgere l'intero capoluogo siciliano, alle prese con problemi di bilancio da far tremare le vene ai polsi.

Il destino dell'azienda che si occupa dal canile come del cimitero dei Rotoli sembra ormai segnato: in cassa non c'è più un euro. I soldi sono stati spesi tutti e solo un intervento del governo nazionale potrebbe mettere una pezza sbloccando gli ultimi cinque milioni stanziati dalla Protezione civile a maggio. Cifra che basterebbe per appena un mese, ma che eviterebbe almeno lo stop agli stipendi e a tutti i servizi che scatterebbe il 31 agosto.

Ma non è solo l'azienda a essere in crisi, bensì tutto il Comune che deve far fronte a tagli nazionali e regionali pesantissimi nonostante i conti sempre più in rosso, tanto da spingere il Ragioniere generale ad inizio agosto a decretare lo squilibrio del bilancio.

E al termine di una giornata convulsa, fatta di intensi contatti col governo e del via libera all'azienda perché comunicasse ai lavoratori che dal primo settembre sarebbero rimasti a casa, il sindaco Orlando ha diramato una nota assai stringata: "Ho avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri sulla situazione della Gesip. Il ministro mi ha informato del fatto che la questione, insieme ad altre situazioni analoghe relative ad altri territori, sarà discussa entro la settimana dal Consiglio dei Ministri".

Non una novità, visto che i colloqui col ministro sono assai frequenti e soprattutto visto che  l'ipotesi di un decreto per dieci grandi città del Sud (tra cui Palermo) ormai al crac circola da tempo. Un'ipotesi che non si è però mai trasformata in realtà e che soprattutto non è contemplata nell'ordine del giorno (almeno quello attuale) del prossimo Consiglio dei Ministri convocato per venerdì mattina a Roma.

Ma a suonare "strana" è la dichiarazione dello stesso ministro Cancellieri, battuta dalle agenzie poco prima delle otto di sera, che parlando del comune di Palermo non solo non fa alcun cenno al Consiglio dei Ministri, ma anzi pronuncia una frase a dir poco inquietante: "Quella del comune di Palermo è una situazione molto complessa, ma io non mi sento di dare giudizi sull'operato autonomo di un funzionario. Magari guardando i conti potrei dire qualcosa di più". E il riferimento è a Luisa Latella, commissario straordinario del Comune da febbraio a maggio in sostituzione del dimissionario Cammarata. Commissario accusato da Orlando di non aver fatto nulla per evitare il dissesto.

"Il commissario straordinario di Palermo Luisa Latella poteva decidere o meno di dichiarare il dissesto - precisa il ministro - nella sua autonomia e professionalità ha preferito non farlo. Se abbia fatto bene o male, dovrebbe saperlo chi conosce i conti del Comune che io non conosco. Il dissesto si può dichiarare in qualsiasi momento, e se ci sono le condizioni lo può dichiarare anche il sindaco Orlando".

Insomma, dice il ministro, se la situazione è così grave e non ci sono vie d'uscita si dichiari il default della quinta città d'Italia. Una prospettiva terribile per l'ente locale, che sarebbe costretto così ad aumentare al massimo le tasse, oltre a tagliare tutta una serie di servizi. Situazione di cui Orlando ha già accusato i principali partiti, Pdl e Pd, rei, secondo il primo cittadino, di fare ostruzionismo a Roma perché il governo non aiuti Palermo e faccia fallire Palazzo delle Aquile.

Difficile dire cosa accadrà da qui al termine della settimana, ma è certo che Orlando si ritrova fra le mani una patata incandescente che potrebbe spingerlo a dichiarare anche il crac, e che arriva al termine di una singolare escalation (dimissioni di Marchetti, accuse al governo e alla Latella, tracollo Gesip, dito puntato sui grandi partiti, rischio dissesto) proprio alla vigilia della competizione elettorale.

CRONACA DELLA GIORNATA
Esplode la bomba Gesip. La società partecipata del comune di Palermo, infatti, ha ormai finito i soldi e se entro qualche ora non arriveranno risposte dal governo nazionale, la società è pronta ad informare i suoi 1800 dipendenti che dal primo settembre saranno in astensione dal lavoro e, ovviamente, dalla retribuzione.

Resteranno tutti a casa, quindi, senza percepire lo stipendio. Una misura drastica ma necessaria, secondo i vertici dell'azienda, visto che la società è in liquidazione e senza un intervento del governo non ci sarà più nulla da fare. Il fax diretto alle organizzazioni sindacale è pronto a partire, a meno che da qui a qualche ora non arrivino segnali positivi dall'esecutivo Monti.

"Il sindaco parla tutti i giorni con il governo e anche oggi è stato in contatto telefonico con più ministri - dice il vicesindaco Cesare Lapiana - il 30 agosto avremo un incontro con il ministro Fabrizio Barca (con delega alla Coesione territoriale, ndr). Per ora andrebbero bene cinque milioni, che basterebbero per un altro mese, ma l'obiettivo è quello di risolvere la questione definitivamente".

La società, del resto, è già in liquidazione da tempo e il governo ha concesso l'ultimo stanziamento straordinario a precise condizioni: la Gesip va liquidata entro il 31 dicembre. Prendere o lasciare. E il Comune, messo con le spalle al muro, sarebbe anche pronto ad accettare questa eventualità solo in vista, però, della creazione di una nuova società che permetta di mantenere servizi e lavoratori. Nuova società che ha costi non indifferenti che solo il governo potrebbe sostenere, come solo il governo potrebbe fornire quei 20 milioni che servono per tirare avanti da qui a fine anno. Le casse di Palazzo delle Aquile sono infatti ormai a secco, visto che per pagare gli ultimi mesi alla Gesip si è raschiato il fondo del barile e anche di più.

Una prospettiva terribile per la città che dal mese prossimo si ritroverebbe senza alcuni servizi essenziali, come la gestione del cimitero dei Rotoli e del canile, con tutte le conseguenze che il capoluogo ha già vissuto nel giugno dello scorso anno. Ma i palermitani si ritroverebbero anche, e da subito, con i dipendenti della Gesip in piazza e pronti a tutto. I sindacati hanno già avviato i primi contatti e per domani potrebbe tenersi anche un incontro col sindaco.

"Orlando il sindaco lo sa farema con il sangue di 1800 padri di famiglia - tuona Piero Giannotta della Cisal - sta praticamente improvvisando senza alcuna programmazione, un po' come faceva il suo predecessore chiedendo l'elemosina al governo nazionale". "Si convochi immediatamente un incontro con il sindaco e si decidano le linee industrriali da seguire e le prospettive future della società - dice Mimma Calabrò della Cisl - ma che siano scelte definitive. Se non si risolveranno una volta per tutte i problemi strutturali della società e non si argineranno gli sprechi, altro che macelleria sociale, qui si arriva al cannibalismo. I dipendenti non possono essere trattati in questo modo".

Per Gianluca Colombino, della Cisal, "la nota con cui il commissario della Gesip prennuncia la sospensione di tutte le attivitá svolte in convenzione con il comune di palermo nei fatti appare essere il preludio al licenziamento collettivo dei lavoratori Gesip. Non tollereremo che la politica continui ancora a mostrare indifferenza rispetto al dramma sociale di duemila famiglie che pagano il conto delle scellerate scelte fatte dalle amministrazioni comunali tutte che si sono negli anni succedute. Domani chiameremo a raccolta tutti i lavoratori chiedendo l'attivazione urgente di un tavolo in prefettura".

“Abbiamo appreso la notizia dal liquidatore - dice Loris Bompasso della Uiltucs - attendiamo che sia ufficializzata. Nel frattempo domani pomeriggio, in occasione del Consiglio, i lavoratori manifesteranno pacificamente. C’è grande preoccupazione, attendiamo sviluppi, è l’ennesima notizia che dimostra come la soluzione definitiva ai problemi della Gesip sia ancora lontanissima. Siamo stanchi di questa agonia che ormai va avanti da anni”. Lo dichiara il sindacalista della Uiltucs in merito alla notizia sul rischio di stop per i lavoratori della Gesip di Palermo.

"Il sindaco deve coinvolgere tutte le forze politiche in consiglio comunale e ognuno farà la sua parte", dice il capogruppo del Pdl a Palazzo delle Aquile Giulio Tantillo. "Noi siamo tenuti all'oscuro di tutto - aggiunge il consigliere - come possiamo dare il nostro contributo? Ci coinvolga, se serve andare a Roma ci andremo; se serve fare pressioni sui leader dei partiti nazionali lo faremo, perché i lavoratori vanno tutelati, ma qualcuno deve dirci come stanno realmente le cose".