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ATTESA PER IL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Gesip, occhi puntati su Roma
"Manifesteremo nella Capitale"


Giornata nervosa per i 1800 dipendenti della Gesip, che attendono dal Consiglio dei Ministri notizie sul futuro dell'azienda. Intanto alcuni sindacati annunciano proteste a Roma, mentre altri chiedono di parlare col sindaco. E le opposizioni in Aula alzano la voce.


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L’appuntamento è per questa mattina, quanto il Consiglio dei Ministri si riunirà a Roma per trattare, secondo quanto anticipato dal sindaco Leoluca Orlando, anche il caso Gesip. Il destino della società partecipata è ormai appeso al soittilissimo filo dell’intervento governativo e le parole del ministro Annamaria Cancellieri (“Il dissesto si può dichiarare in qualsiasi momento, e se ci sono le condizioni lo può dichiarare anche il sindaco Orlando”) non fanno dormire di certo sonni tranquilli ai 1800 lavoratori dell’azienda che si occupa, tra le altre cose, del cimitero dei Rotoli e del canile municipale.

L’ordine del giorno non prevede specificamente il “caso Palermo”, ma la questione potrebbe essere affrontata ugualmente con la formula del “fuori sacco”, ovvero tra le varie ed eventuali. Difficile che l’esecutivo dia il via libera ai 200 milioni chiesti da Palazzo delle Aquile per risolvere definitivamente le questioni Amia e Gesip, più probabile il disco verde per la seconda tranche di cinque milioni motivata con la necessità del mantenimento dell’ordine pubblico. E non solo di quello cittadino.

Alcune organizzazioni sindacali, infatti, sono pronte a spostare la protesta nella Capitale: “Qualora gli interventi del Governo centrale – dicono il segretario generale di Asia Salvo Barone e il segretario dell'Ugl Antonio Mercante - non dovessero soddisfare pienamente le nostre aspettative, ovvero salvaguardia totale dei livelli occupazionali e delle retribuzioni, a Roma sentiranno forte la nostra protesta. Non permetteremo a nessuno di effettuare un solo licenziamento. Saremo pronti a tutto ma sicuramente senza creare disagi ai palermitani: la protesta va fatta tutta a Palazzo Chigi, anche da soli. Tutti i lavoratori saranno senza nessuna bandiera sindacale e indosseranno una maglietta nera in segno di lutto”.

Sindacati pronto alla marcia su Roma, quindi, pur di pressare il governo perché intervenga. Ma la giornata di ieri non è stata certo delle migliori: in mattinata una trentina di sindacalisti si è recata a Villa Niscemi per parlare con sindaco Orlando ma senza successo, visto che il primo cittadino ha fatto la spola tra il capoluogo e Agrigento. Nel pomeriggio, invece, si è tenuto un sit in a piazza Pretoria dove si è svolto il consiglio comunale. “Vogliamo che il sindaco parli direttamente con noi e non a mezzo stampa – dicono Sandro Cardinale dell’Usb, Totò Spatola della Cisas e Mauro Giannotta della Cisl – ci faccia sapere che risultati ha prodotto il tavolo romano. Nell’ultimo incontro a Palazzo delle Aquile ci eravamo proposti come parte attiva della trattativa, ma oggi le uniche informazioni che abbiamo le apprendiamo dai mass media. Le parti sociali sono importanti come quelle istituzionali in questa vertenza, ma la città stia tranquilla: non creeremo disagi”.

I rappresentanti dei lavoratori sono stati poi ricevuti dal presidente di Sala delle Lapidi, Totò Orlando, mentre in Aula le opposizioni alzavano la voce e puntavano il dito contro l’assenza del sindaco, tanto da spingere il capogruppo dell'Udc Giulio Cusumano ad abbandonare la seduta per protesta. “Orlando, presentando la sua giunta – ha tuonato Giuseppe Milazzo del Pdl – mi ha detto che non parlare della Gesip era un segnale positivo e abbiamo visto com’è finita. Renda pubblica la lettera inviata al premier Monti, in cui si parla anche della Gesip, e venga in Aula a riferire sulle emergenze della città”. Per il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, “le opposizioni sono pronte a sedersi attorno a un tavolo, ma vanno coinvolte e messe al corrente di quanto succede, anche sul fronte Amia. Gli assessori dovrebbero pensare alle emergenze della città, e non a levare dossi o spostare le circoscrizioni senza informare il consiglio”. E se Mimmo Russo (Mpa) ha chiesto al sindaco di riferire sull’emergenza abitativa di via Brigata Verona (“Ha fatto promesse in campagna elettorale che non sta mantenendo”), Andrea Mineo di Grande Sud, vicepresidente della commissione Aziende, ha stigmatizzato l’operato del vicesindaco Cesare Lapiana: “In commissione si è presentato senza documenti sulle partecipate, fermandosi appena mezz’ora, una cosa scandalosa e deludente. Come quanto fatto dall’assessore Tullio Giuffrè, che ha pedonalizzato l’Acquasanta senza neanche invitare un rappresentante dei cittadini come il sottoscritto, democraticamente eletto al contrario degli assessori, che sono dei nominati. Scandalosa anche la vicenda delle nomine delle partecipate: a quelle centinaia di persone che hanno mandato i curricula poi cestinati per nominare i soliti noti, offriremo almeno un caffè per chiedergli scusa”.