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L'analisi

La linea del bacio


Dopo quattro anni di risse e di insulti, tra gli uomini di Berlusconi e quelli di Lombardo, è esplosa improvvisamente la febbre dei baci. Dal "Foglio" l'analisi di Giuseppe Sottile sul quadro politico siciliano in vista delle elezioni.

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Si sono sputacchiati per quattro anni, senza mai una pausa e senza mai un respiro. E fino all’altroieri se le sono date di santa ragione, anzi all’orbigna come ha scritto Pietrangelo Buttafuoco paragonando gli uomini del Pdl siciliano ai ciechi che brancicano e brancolano nella Parabola di Pieter Bruegel. Ma dopo quattro anni di risse e di insulti, tra gli uomini di Berlusconi e quelli di Lombardo, è esplosa improvvisamente la febbre dei baci. Si abbracciano e si baciucchiano senza pudore e senza rancore, in pubblico e in privato, come se tra Palazzo d’Orleans e Palazzo dei Normanni non ci fosse mai stato un tradimento, come se don Raffaele, oggi Governatore uscente, non avesse mai orchestrato lo spudorato ribaltone con il quale, quattro anni fa, ha messo il Popolo della libertà fuori dalla porta per dare spazio e potere al Pd che, a differenza del Pdl, era stato condannato dagli elettori ai banchi dell’opposizione. Tutto passato, tutto perdonato: le elezioni si avvicinano e il Pdl, che a maggio ha perso clamorosamente il comune di Palermo, non può consentirsi il lusso di perdere anche le regionali di ottobre. Sarebbe un brutto segno e un tenebroso presagio in vista della partita nazionale che si giocherà a breve.

La febbre del bacio non è esplosa per caso. E’ successo tutto nelle ultime ventiquattro ore, esattamente quando Gianfranco Micciché – che, pur avendo ricevuto una mezza investitura da Berlusconi, era stato poi stoppato dai padroncini del Pdl siciliano – ha architettato la cosiddetta mossa del cavallo: ha ritirato la propria candidatura, ha lanciato quella di Nello Musumeci, della Destra di Francesco Storace, e ha chiuso l’accordo tra il suo Grande sud e quel diavolo di Lombardo. A quel punto per il Pdl di Angelino Alfano non c’è stato scampo: o la marginalizzazione (un candidato di bandiera a stento avrebbe raggiunto il terzo posto, dopo Musumeci e Rosario Crocetta, candidato di Pd e Udc) o il forzato abbraccio con l’ex odiatissimo nemico. E’ prevalsa la linea del bacio. Spudorato come il ribaltone.