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MILAZZO: "SOLDI COME CARRI DI MUSSOLINI"

Gesip, oggi i cinque milioni
Ma è rebus sul futuro


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Il sindaco Leoluca Orlando (nella foto di Pasquale Ponente) incontra i sindacati Gesip e assicura: "Oggi da Roma arriveranno i cinque milioni per settembre". Ma intanto l'azienda chiuderà a dicembre ed è rebus su come finanziare gli ultimi tre mesi dell'anno.


Il futuro della Gesip resta avvolto nel mistero. Al termine dell'incontro tra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e i lavoratori della società partecipata, infatti, non è ancora stato sciolto il nodo su come si pagheranno gli ultimi tre mesi del 2012. Quindici milioni di euro che Palazzo delle Aquile non ha e che andranno trovati entro il 30 settembre, quando finiranno i cinque milioni che Roma sbloccherà domattina. Un annuncio che ha lasciato spiazzati, visto che lo sblocco era stato annunciato venerdì come per già fatto e invece non è ancora stato formalizzato.

L'incontro, durato oltre due ore, ha visto il sindaco e parte della giunta confrontarsi con una trentina di sigle sindacali che hanno riempito Sala delle Lapidi per tentare di conoscere il destino dell'azienda che dà lavoro a 1800 persone, alla luce soprattutto della notizia, diffusa venerdì sera, dell'imminente sblocco della seconda tranche dei dieci milioni stanziati dalla Protezione civile. Sblocco che, come sospettato da molti in precedenza, non è ancora avvenuto e che dovrebbe concretizzarsi domattina, in occasione della riunione del tavolo tecnico ministeriale convocato alle 11 nella Sala Verde di Palazzo Chigi, di cui il sindaco ha avuto notizia poco prima delle 15 con un fax.

“Noi continueremo a garantire i servizi – ha detto Orlando – perché quando si parla di Gesip non si deve pensare a 1800 lavoratori ma ai servizi che rendono alla città e di cui non possiamo fare a meno. Ormai la Gesip non esiste più, dobbiamo cominciare a parlare di dipendenti ex Gesip: la cosa importante è capire come assicurare i servizi anche nel 2013, d'intesa col governo nazionale”. E in effetti la giunta, convocata alle 13, ha proprio deliberato la liquidazione definitiva della società: un atto formale richiesto dal premier Monti per sbloccare la seconda tranche, un impegno ufficiale dell'amministrazione a mandare in soffitta per sempre l'azienda. Ma, nella stessa seduta, la squadra del Professore ha anche ribadito la necessità di assicurare i servizi, e con essi i 1800 lavoratori, e domattina, alle 9, si appresta ad un altro passo formale: la revoca delle delibere delle amministrazioni Cammarata e Latella per la privatizzazione delle società.

Il tutto grazie a una sentenza della Corte Costituzionale del 20 luglio che, di fatto, abolisce quanto stabilito da Berlusconi prima e da Monti poi circa l'obbligo di privatizzare le società partecipate. Ma il programma di Orlando prevede domani anche la prima riunione della cabina di regia delle ex municipalizzate (“Ma solo con quelle che hanno nuovi vertici”) e, tra mercoledì e giovedì, la mini-proroga per settembre. Infine giovedì 30 l'incontro a Roma con il ministro Fabrizio Barca, col quale si parlerà anche di fondi Fas.

“Con questi cinque milioni – ha specificato il sindaco – finisce l'ordinanza di Protezione civile e quindi esce di scena il ministro Barca. Dalla prossima settimana mi confronterò con il premier Mario Monti, con i ministri Vittorio Grilli (Economia), Annamaria Cancellieri (Interni) e Corrado Passera (Attività produttive). Con loro individueremo le soluzioni per gli altri tre mesi di quest'anno e per il futuro dell'azienda e a loro presenteremo il piano 2012-2017, poi incontreremo i sindacati”.

Una vera e propria road map che lascia però alcuni interrogativi sul tappeto, specie sul piano predisposto dai vertici della Gesip e che il sindaco avrebbe ricevuto solo oggi. Il Professore dovrà analizzarlo per capire se esistano significative differenze con quello della Latella e, in caso negativo, intervenire, anche se alcuni sindacalisti sono pronti a giurare che sia una versione rivisitata di quello elaborato da Sergio Pollicita, capo di gabinetto ai tempi di Cammarata. Il piano, incentrato su Gesip, riguarda però anche le altre partecipate.

“Il Comune deve garantire i servizi – ha detto Orlando – e quando si parla di Gesip si deve pensare ai servizi, non ai 1800 lavoratori. L'azienda è uscita dalla logica del contratto di servizio, per una scelta della passata amministrazione che è stata come un colpo di pistola in testa. Oggi parliamo di una ex Gesip, perché quello che contano sono i servizi: la società è in liquidazione da due anni. Chiediamo l'aiuto del governo nazionale, perché la vertenza deve assumere un livello superiore e va inserita all'interno di un ragionamento che coinvolga anche altri territori. Al ministro Passera ho chiesto anche un incontro su Amia, in vista della sentenza del 12 ottobre sul concordato preventivo e per far ritornare l'azienda nelle mani del Comune. Stiamo studiando quale formula giuridica permetta una gestione unica ed organica dei servizi alla città, con un consistente risparmio economico e una razionalizzazione delle attività”.

Ma l'incontro è stato anche l'occasione per un confronto con alcuni lavoratori, con i quali Orlando ha voluto mettere in chiaro alcune cose: “E' meglio salvare un posto di lavoro, che accontentare il dipendente su dove vuole svolgere servizio, e come chiedo provvedimenti per chi non lavora, elogio chi ritrova un anello d'oro al Comune e lo riconsegna”.

E infine non è mancato anche un accenno polemico contro l'Autorità portuale per l'annosa vicenda dei porticcioli turistici: “E' impensabile che l'Autorità organizzi concerti – ha tuonato Orlando – e noi non abbiamo un centesimo. Ecco perché ci riprenderemo i porticcioli”.

"Non vi é alcun nuovo provvedimento sui famosi cinque milioni che continuano a girare come i carri armati di Mussolini - dice il consigliere comunale del Pdl, Giuseppe Milazzo - le risorse per le proroghe sono state attinte dai vari capitoli di bilancio raschiando il fondo del barile e il governo ha chiesto (non la liquidazione, lo é gia in liquidazione) la chiusura di Gesip entro il 31 dicembre per erogare la seconda tranche di cinque milioni". "Orlando su questa questione continua a girare a vuoto - dice il berlusconiano - millantando incontri con ministri e rassicurazioni che invece purtroppo non sembrano esserci. Mi auguro che Orlando abbia davvero un piano e soprattutto renda noto il suo piano perché sono davvero preoccupato. Non é affatto chiaro, infatti, come intende risolvere la questione. É noto a tutti che Gesip non ha un problema di piano industriale, il cui miglioramento farebbe realizzare economie tali da risolvere il problema. Il 98% del bilancio Gesip é costo del personale ed é chiaro che in mancanza di nuove risorse la promessa di una nuova società in sostituzione di Gesip, con il mantenimento dei livelli occupazionali, cosa che naturalmente ci auguriamo tutti, é una colossale presa in giro. La Gesip costa 72 milioni di euro all'anno che naturalmente non ci sono. Un'altra società quanto costerebbe? Orlando da dove pensa di prendere le risorse?".

IL COMMENTO DEI SINDACATI
"L'incontro è stato interlocutorio - dice Pietro La Torre della Uiltucs - e per niente risolutivo, anche perchè non è stato fornito alcun documento ufficiale sul piano da proporre al ministero. La prossima settimana abbiamo chiesto un nuovo incontro per siglare un protocollo d'intesa sui contenuti. La situazione è molto critica e non c'è da cantare vittoria perchè il percorso per salvaguardare il futuro dei lavoratori è ancora lungo". "Ritengo che il problema Gesip non possa essere affrontato disgiuntamente da quello delle altre società partecipate e della volonta' politica di trovare uno spazio per i servizi erogati da gesip all'interno del bilancio comunale e in una ricercata sinergia tra governo nazionale - governo regionale e Comune – dice Mimma Calabrò della Fisascat Cisl - credo, inoltre, che un intervento volto a scongiurare la 'macelleria sociale', rappresentata da un'eventuale impossibilità di garantire i lavoratori Gesip, non debba assolutamente partorire azioni di 'cannibalismo sociale', alla luce del fatto che, oggi, l'imperversante crisi nazionale rende ancora più difficile nella nostra città un processo di reinserimento lavorativo. Sono convinta, infine, che sia necessario programmare degli interventi virtuosi a lungo termine, ma mi pongo ancora forti interrogativi su come si riuscirà a garantire le risorse economiche fino al 31 dicembre".

"Stando alle ipotesi formulate oggi dal sindaco Orlando - dice Salvo Barone, del sindacato Asia - si sta ipotizzando la costituzione di una società consortile che permetterebbe, così come il nostro sindacato dice da tempo, di risparmiare sull'iva e di spostare i dipendenti tra le società partecipate, internalizzando servizi oggi affidati a terzi. Qualcuno è bene che si schiarisca le idee sulla possibilità di 'macellerie sociali' o di 'cannibalismo', esprimendo posizioni chiare in merito alle soluzioni annunciate oggi dal sindaco. Finalmente discutiamo di quelle che possono rappresentare soluzioni strutturali da poter applicare, fermo restando che Asia, così come per le società partecipate regionali, spinge per la costituzione di un soggetto giuridico unico. Preoccupa sostanzialmente la disponibilità economica da fine settembre sino a quando non si realizzerà il percorso annunciato per il quale lanciamo un appello alle forze istituzionali locali e nazionali, affinché ci si renda conto che tale problematica non è relativo solo a Gesip ma a tutto il comune di Palermo".