Bilancio, in "bozza" tagli pesanti | Savona: "Armao fa terrorismo" - Live Sicilia

Bilancio, in “bozza” tagli pesanti | Savona: “Armao fa terrorismo”

Diffuso dall'assessorato regionale all'Economia il "bozzone" del bilancio 2013 e quello pluriennale fino al 2015. Dalla Regione arrivano rassicurazioni: "Si tratta solo di un punto di partenza". Ma è già polemica.

Mancano i soldi per Sanità e Forestali?
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Una bozza di bilancio “lacrime e sangue”. E che svela problemi di copertura finanziaria in diversi settori: dalla sanità, ai Forestali, al precariato. Il “bozzone” per la stesura del bilancio di previsione per il 2013 e di quello pluriennale 2013-2015 è stato trasmesso dall’assessorato all’Economiam, a uffici e dipartimenti. E ha già suscitato polemiche. A cominciare dal presidente della Commissione bilancio Riccardo Savona che ha addirittura parlato di “stampo terroristico” per alcuni dei tagli individuati da Armao, che però replica: “Si tratta di un testo assolutamente parziale, un punto di partenza sul quale poi bisognerà lavorare”.

Il documento contiene, in effetti, tagli sugli impegni di spesa nel 2013 per 1,3 miliardi, pari a una riduzione del 22% rispetto al budget 2011 che rientra all’interno del patto di stabilità. Il taglio salirà al 24% nel 2014 e nel 2015. La sforbiciata riguarda anche i pagamenti: -26% nel 2013 e -28% negli anni 2014 e 2015. Non solo. Gli uffici del Bilancio avvertono che non ci sono i fondi necessari a coprire per interno alcune voci di spesa “aventi natura obbligatoria o di rilevante valenza sociale, per cui – si legge nella circolare firmata dall’assessore Gaetano Armao ai dipartimenti chiamati a presentare le proposte di spesa – potrà rendersi necessario ridurre ulteriormente i budget di spesa dei singoli dipartimenti regionali”. A rischio, scrive Armao nel “bozzone”, ci sono il cofinanziamento alla spesa sanitaria, la copertura per il personale della Regione a tempo determinato e per il settore del precariato. E ancora la spesa per la forestazione e le attività antincendio, per gli impianti di dissalazione e per i capitoli relativi alle regolazioni contabili.

La situazione finanziaria della Regione è talmente complicata, che l’assessore Armao avverte che “durante l’iter di definizione del disegno di legge del bilancio di previsione triennale 2013-2015 o del disegno di legge di stabilità per il 2013 potranno essere prese ulteriori misure di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, di riordino e di ristrutturazione amministrativa, di semplificazione, di riduzione dei costi di funzionamento, individuate dagli appositi tavoli tecnici istituiti con i competenti uffici della ragioneria generale dello Stato per l’attuazione del programma di aggiustamento strutturale economico-finanziario”. Nella premessa, Armao richiama il contesto in cui si muove il governo, citando la sentenza della Corte costituzionale n.178 del 2 luglio, il tavolo di concertazione Stato-regione per la definizione e la successiva attuazione di un programma a medio termine di risanamento della situazione economico-finanziaria della Regione e “l’approssimarsi della conclusione di una legislatura durante la quale, malgrado gli sforzi perseguiti, a causa di una congiuntura economica sfavorevole, non sono stati conseguiti i prefissati obiettivi di sviluppo dell’economia siciliana”. “In considerazione del generale quadro di difficoltà – scrive l’assessore Armao – l’amministrazione regionale è chiamata a porre in essere ogni iniziativa utile alla riqualificazione e alla riduzione della spesa pubblica, perseguendo, in linea con la politica economica nazionale, livelli di efficienza sempre maggiori, anche al fine di liberare risorse da destinare al rilancio dell’economia”. Per quanto riguarda le spese, nel “bozzone” sono stati azzerati gli stanziamenti dei capitoli relativi al personale a tempo determinato i cui contratti sono stati prorogati fino al 31 dicembre del 2012″. Inoltre, si legge ancora nella circolare, “sono stati soppressi i capitoli concernenti assegnazioni extraregionali in relazione alle quali non si ha esatta contezza del quantum e della relativa destinazione (es. Par-Fas 2007-2013, Fas 2000-2006, progetti relativi a programmi di cooperazione territoriale). L’assessore invita di dipartimenti a quantificare in modo chiaro gli oneri di spesa per il personale in servizio e per quello in quiescenza, e in particolare “di stimare eventuali necessità collegate a debiti nei confronti del personale relativi ad anni precedenti, al fine di iscrivere direttamente nei pertinenti articoli destinati a oneri pregressi le somme necessarie, evitando di doversi procedere in corso d’anno con provvedimenti amministrativi”. Per quanto riguarda le entrate si profila un aumento delle tariffe. Scrive Armao: “Per le entrate non tributarie le previsioni devono essere effettuate tenendo conto delle caratteristiche proprie di ciascun cespite evidenziando in apposita nota illustrativa di accompagnamento, le ipotesi formulate e i parametri utilizzati, previa attuazione di un attento studio che tenda all’incremento delle stesse, proponendo, contestualmente, le necessarie modifiche normative da inserire nel disegno di legge di stabilita. Le proposte da sottoporre al vaglio dell’organo politico dovranno prevedere una politica tariffaria e delle entrate in generale che tenda alla copertura del costo dei servizi erogati”. Dipartimenti e uffici dovranno trasmettere entro e non oltre il 12 settembre le proposte di previsione “preventivamente validate dal competente vertice politico, corredate da una dettagliata relazione che comprenda eventuali iniziative legislative da inserire nel disegno di legge finanziaria 2013”. Le ragionerie centrali, a loro volta, dovranno inviare le proposte al servizio bilancio della Ragioneria generale entro il 19 settembre.

Ma, come detto, non sono mancate le polemiche, a caldo. “Non condivido – ha detto il presidente della Commissione bilancio all’Ars Riccardo Savona – l’eccesso di rigore di stampo terroristico portato avanti dall’assessore Gaetano Armao. Possiamo ottimizzare le spese, e si può creare sviluppo, con un nuovo governo che abbia davvero a cuore un progetto per i siciliani”.

Ma dalla Regione arrivano rassicurazioni. “Il ‘bozzone’ per la stesura del bilancio di previsione del prossimo anno – ha puntualizzato il ragioniere generale Biagio Bossone – è, per l’appunto, un documento necessario per consentire agli assessorati e ai dipartimenti regionali, cui è stato inviato, di individuare per tempo tutte le misure volte al contenimento della spesa e all’adozione di precise misure correttive. Esse costituiranno poi il contenuto della legge di stabilità, cioè la legge finanziaria, che sarà il primo impegno del nuovo Governo regionale. Il ‘bozzone’, tra l’altro, è costruito a legislazione vigente, e non prevede di conseguenza gli interventi la cui autorizzazione legislativa scade il 31 dicembre, come ad esempio le norme sul precariato o sul personale a tempo determinato e sui dissalatori. Mentre per altri settori di spesa, ad esempio i forestali, la copertura richiederà opportuna manovra finanziaria, come negli gli anni scorsi. Per fare fronte a parte di nuove iniziative legislative – prosegue Bossone – è previsto un congruo stanziamento a valere sui ‘Fondi globali per nuove iniziative legislative’, la cui disponibilita’ per l’anno 2013 e’ di circa 130 milioni di euro”.

Per quanto riguarda la Sanità il ragioniere generale della Regione ricorda che il governo siciliano è impegnato da tempo nei tavoli di confronto aperti con lo Stato per concordare l’attuazione di tutte le procedure volte alla soluzione del problema. “Ne’ va dimenticato – aggiunge – che proprio su questo punto il Governo regionale ha promosso l’impugnativa del bilancio nazionale dinnanzi alla Corte Costituzionale, il cui esito è atteso per i prossimi mesi. La Regione – conclude Bossone – è impegnata da tempo nell’adozione di misure per il contenimento della spesa, la salvaguardia degli equilibri di bilancio e il rispetto del patto di stabilità, nonostante le varie manovre nazionali che si sono susseguite continuino a scaricare su Regioni ed Autonomie Locali il costo della tenuta dei conti pubblici nazionali. Manovre che impongono alla Sicilia, come ad altre Regioni, forti riduzioni di spesa, che stanno raggiungendo livelli economicamente e socialmente insostenibili”.


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