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Gesip, ecco il piano segreto
Cassa integrazione e part-time


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Ecco il piano elaborato dai vertici dell'azienda e ora in mano al sindaco Orlando, che dovrà valutarlo prima di presentarlo a Roma.

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Contratti a part-time, cassa integrazione a rotazione e prepensionamenti. Sono questi i punti cardine del piano predisposto dai vertici della Gesip per il prossimo quinquennio, elaborato a giugno (come Livesicilia aveva anticipato in esclusiva) e presentato ieri in conferenza stampa dal sindaco Leoluca Orlando.

Un piano pensato, inizialmente, per salvare l'azienda dal collasso in caso di risposta negativa del governo Monti alle richieste di ulteriori sovvenzioni ma che, adesso, Palazzo delle Aquile ha tirato fuori dal cassetto. L'intenzione sarebbe quella di rivisitare il piano (Orlando ne ha parlato oggi con la cabina di regia sulle partecipate) per poi presentarlo a Palazzo Chigi, nel tentativo di convincere il governo Monti ad aprire i cordoni della borsa per salvare la Gesip e con essa l'intero Comune siciliano.

Ma cosa prevede il “piano industriale 1 luglio 2012-30 giugno 2017”? Anzitutto il mantenimento di tutti gli attuali servizi, ovvero Città dei Ragazzi, trasporto dei disabili, manutenzione, canile, verde, pulizia, custodia, cimitero dei Rotoli, pulizia delle spiagge, pulizia degli autobus, vigilanza e pulizia dei sottopassi e pulizia della salita di monte Pellegrino.

Il nodo cruciale resta il personale, che incide per il 91% sui costi totali dell'azienda, compresi i 146 amministrativi che rappresentano l'8% dell'intera forza lavoro. Ecco perché la società ha ipotizzato il part-time per 150 dipendenti nel quinquennio, prepensionamenti anticipati per altri 231 (31 unità andrebbero a riposo nel 2013 per raggiunti limiti di età) e la cassa integrazione straordinaria in deroga per 500 lavoratori ogni anno a rotazione nel quinquennio.

In particolare, i 150 a part-time permetterebbero di risparmiare 11,2 milioni di euro: 50 dipendenti lascerebbero il full-time già nel 2012, altri 50 a inizio 2013 e gli ultimi 50 sei mesi dopo. I 231 prepensionamenti, invece, riguarderebbero coloro che hanno almeno 60 anni e che quindi con una proposta di scivolo di cinque anni possono essere incentivati alla fuoriuscita, con un risparmio di 6,7 milioni, con un incentivo pari ai 2/5 dello stipendio sotto forma di una tantum. La cassa integrazione riguarderebbe invece 2500 unità in cinque anni, che andrebbero a rotazione in cassa integrazione per un anno, per un risparmio di 70 milioni nel quinquennio. A conti fatti, quindi, con queste misure la Gesip, da qui al 2017, risparmierebbe 93,5 milioni, con il fabbisogno che, iva compresa, arriverebbe a 250.

Ma il piano prevede anche una riorganizzazione dei dipendenti, così suddivisi: 146 negli uffici, 61 alla Città dei Ragazzi, 52 per il trasporto dei disabili, 60 alla manutenzione, 36 al canile, 569 al verde, 350 per le pulizie, 170 per la custodia, 116 al cimitero dei Rotoli, 40 per la pulizia delle spiagge, 20 per la pulizia degli autobus, 48 per vigilanza e pulizia dei sottopassi, 12 per la pulizia della salita di monte Pellegrino. In tutto gli automezzi sono 168, di cui 54 di proprietà e 122 a noleggio.

Come detto, il piano passerà ora al vaglio della cabina di regia di piazza Pretoria per essere eventualmente modificato e finire poi a Roma, nella speranza che il governo si “accontenti” e dia il via libera ai 180 milioni chiesti dal sindaco. Ma già ieri i sindacati, nell'incontro col sindaco, hanno ribadito il proprio no, risoluto, ad ogni ammortizzatore sociale.

LA PRECISAZIONE DEL SINDACO LEOLUCA ORLANDO
"Con riferimento al Piano preparato dal liquidatore della Gesip, reso pubblico oggi, ritengo utile sottolineare che lo stesso è, appunto, il piano del liquidatore e che lo stesso non è stato discusso dall'Amministrazione comunale". Questo quanto dichiarato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. "Come già detto ieri - continua la nota - nel corso dell'incontro con le Organizzazioni sindacali, a partire dalla prossima settimana si svolgerà in modo costante un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali che esaminerà un piano i sviluppo delle attività dal 2012 al 2017. Questo piano riguarda la Gesip, ma contiene ovviamente dei riferimenti anche alle altre Aziende e al Comune nel suo insieme perché solo in un quadro unitario di risorse ed interventi si può trovare la soluzione ai problemi. E' in essenza un piano che riguarderà tutte le aziende, i servizi che esse erogano, i lavoratori che quei servizi garantiscono. Un piano che si occupi di Gesip, dal momento che la Gesip è in liquidazione, non può essere il Piano complessivo per la garanzia dei servizi, di cui la città ha bisogno".

LA REAZIONE DEI SINDACATI
“Il piano sulla vertenza Gesip non è mai stato trattato con le organizzazioni sindacali, non è il frutto di scelte condivise. È improponibile un percorso che non parta dall’identificazione dei servizi di cui la città ha bisogno annualmente sia a livello finanziario sia a livello occupazionale”: lo afferma Pietro La Torre, segretario regionale della Uiltucs, per il quale “che figure tecniche come quelle del liquidatore abbiano approntato fantasiose quanto impercorribili strade, rimane un aspetto lontano dalle scelte politiche che su questa vicenda sono necessarie”. Per La Torre non appaiono assolutamente condivisibili scelte che scaricano sui lavoratori della Gesip le conseguenze di una gestione disastrosa delle partecipate. Riteniamo opportuno, prima di alzare qualsiasi barricata, verificare la possibilità del raggiungimento di un’intesa che abbia come aspetto centrale la continuità dei servizi resi e con essi la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori già occupati. Abbiamo già espresso la disponibilità ad un piano di riorganizzazione e razionalizzazione che abbia nella prospettiva la capacità di diminuire i costi tutelando in ogni caso i lavoratori occupati, avendo riguardo in ogni caso della salvaguardia delle anzianità e dei trattamenti economici già maturati”.