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L'odissea dei passeggeri
dell'aliscafo per Ustica


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Tre ore per raggiungere Ustica da Palermo con l'aliscafo della Siremar delle 19 di ieri sera. Partito con trenta minuti di ritardo, il mezzo si è fermato più volte lungo la tratta per far raffreddare i motori ed evitare che andassero in avaria. Ecco il racconto dei passeggeri.

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Hanno dovuto attendere trenta minuti per prendere l'aliscafo della Siremar delle 19 di ieri sera e raggiungere l'isola di Ustica da Palermo. Ma questo è solo l'inizio dell'odissea che hanno dovuto affrontare prima di toccare terra.

Nonostante l'aliscafo non fosse carico di passeggeri e le condizioni del mare fossero favorevoli, il mezzo ha impiegato tre ore di navigazione perché il motore rischiava di andare in avaria. L'aliscafo infatti si è fermato più volte durante la tratta per far tornare alla normalità la temperatura dei motori ed evitare che si bloccasse in alto mare. Tutto ciò tra l'incredulità e la paura dei viaggiatori ai quali è stata confermata l'avaria. I marinai della nave affermano che la situazione va avanti da quindici giorni e che prima o poi rischiano seriamente di rimanere fermi in alto mare.

Ma non è tutto. I passeggeri, infatti, hanno dovuto recarsi alla biglietteria della Siremar, che si trova distante dall'imbarco, per farsi rimborsare il biglietto per poi rientrare nuovamente in porto, fare la fila ai banchi della Ustica Lines per riuscire a prendere il catamarano. Abbiamo contattato l'Assessore regionale alle infrastrutture Andrea Vecchio che ha risposto di non sapere nulla sulla vicenda.