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PALERMO

Seicento in cassa integrazione?
Ma l'Amia nega tutto


I vertici dell'azienda negano il ricorso alla cassa integrazione per seicento dipendenti Amia. Ma le polemiche non si placano.

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Seicento dipendenti Amia in cassa integrazione. Questa la notizia pubblicata stamane da La Repubblica che ha mandato in subbuglio l'azienda e i suoi 2500 lavoratori. Secondo il quotidiano, infatti, l'azienda avrebbe chiesto al governo di essere inserita nell'elenco delle società bisognose di accedere agli ammortizzatori sociali.

I commissari straordinari dell'Amia, però, Paolo Lupi e Francesco Foti smentiscono "la veridicità e la fondatezza di quanto riportato da alcuni organi di stampa relativamente a un'ipotetica messa in cassa integrazione dei dipendenti". "Pertanto - si legge in una nota - si diffida chiunque a diffondere notizie prive di qualsiasi fondamento e non ufficiali che in questo particolare momento creano inutili allarmismi".

"Alla luce della preoccupante notizia pubblicata dalla stampa cittadina che fa ritornare attuale il tema degli esuberi dei lavoratori della società Amia - dicono Riccardo Acquado e Giuseppe Spataro della Fp Cgil - tenuto conto della grave situazione economica che coinvolge anche il comune di Palermo, questa organizzazione sindacale ritiene opportuno sollecitare la riapertura del tavolo di crisi presso la Prefettura di Palermo, essendo attualmente a nostro avviso l’unica sede istituzionale fonte di autorevolezza e credibilità, alla presenza di sua eccellenza il Prefetto, i Commissari Straordinari di Amia e il sindaco di Palermo, al fine di esporre le garanzie necessarie alla salvaguardia dei livelli occupazionali, nonché alla salvaguardia dei servizi resi ai cittadini".