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PALERMO

Terminelli lascia il Pd
"E' una Dc di stampo feudale"


Ninni Terminelli lascia il Pd con una lunga lettera inviata al segretario nazionale Pierluigi Bersani. "Il partito è una spa, ostaggio di veti incrociati".

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Ninni Terminelli lascia il Pd, e con lui il suo movimento Prospettiva politica. L'ex segretario di Palermo, nonché già coordinatore provinciale dei Ds e figura storica della sinistra in consiglio comunale, sbatte la porta e se ne va con una lunga lettera invita a Pierluigi Bersani. Una missiva dai toni particolarmente duri, in cui Terminelli definisce il Pd “la più grande delusione della propria storia politica, un partito diventato, specie in Sicilia, una spa di stampo feudale, ridotto a Palermo ad un coordinamento di comitati elettorali”.

Per questo l'ex coordinatore cittadino abbandona i democratici, rei di aver aperto a Udc e Fli e di aver chiso al resto del centrosinistra. Un partitoche alle ultime comunali hanno raggranellato “un penoso e irrilevante 7 per cento contro il 23 delle ultime europee e il 17 delle ultime provinciali”. E l'annuncio arriva alla vigilia della direzione regionale del Pd che si preannuncia ad altissima tensione, in vista delle consultazioni del 28 ottobre.

“Il Pd è una nuova Dc – dice Terminelli in conferenza stampa – ho rispetto di quella storia ma non è la mia. Non sono io che me ne vado dal Pd, semmai è il partito ad essersene andato da me che non sono mai cambiato. A Palermo non riusciamo neanche più a fare la Festa dell'Unità per i veti incrociati”.

Un malumore che covava da tempo, specie dopo le ultime amministrative che hanno visto Orlando trionfare ai danni di un Ferrandelli con cui Terminelli aveva stretto un patto generazionale. “Un errore che non rifarei è stato quello di ritirarmi dalle primarie per convergere su Ferrandelli – confida l'esponente ex democratico – che è rimasto ostaggio dei partiti. Il Pd ha preso un misero 7 per cento e nessuno ha cambiato alcun segretario, responsabile di questo penoso risultato”. E il futuro di Terminelli, candidatosi alle comunali ma arrivato quarto dei non eletti col Pd, sembra ormai destinato ad incrociarsi con quello di Sel, anche se l'interessato non conferma. “Nel fine settimana il coordinamento di Prspettiva politica prenderà una decisione anche in vista delle regionali, dove auspichiamo una convergenza di Idv con Sel, Verdi e Fds”. Ma la presenza del coordinatore regionale dei vendoliani, Erasmo Palazzotto, la dice lunga sulla vicinanza di Terminelli al partito del governatore della Puglia e al suo candidato Claudio Fava. Una vicinanza che potrebbe trasformarsi presto in un vero e proprio matrimonio.

 

Ecco il testo della lettera:

"Caro Segretario,

Il PD e' stato la piu' grande delusione della storia del mio impegno politico. Scrivo questa lettera per comunicare le dimissioni da qualsiasi carica ricoperta nel partito e la mia decisione di lasciare il PD. Il PD aveva il progetto di unire differenti culture politiche per costruire non un nuovo partito, ma un partito nuovo.Il risultato e' che oggi non esistono piu' i partiti che diedero vita al PD e non esiste il PD. Il partito, e la Sicilia ne e' un emblema drammatico, ha assunto la forma di una SPA. Una brutta e vecchia organizzazione di stampo feudale, ridotta a Palermo ad un coordinamento di comitati elettorali che non a caso hanno portato il PD ad un penoso e irrilevante 7 per cento contro il 23 per cento delle ultime europee e il 17 per cento delle ultime provinciali, quando ancora mi trovavo alla guida del partito palermitano. Tutto questo avviene spesso nei territori nel silenzio di un partito nazionale, impegnato a governare un'innegabile complessita'' , ma che sempre di più ha abbandonato i territori, a irrisolte beghe e divisioni che spesso logorano giorno per giorno i dirigenti , sottoponendoli in disprezzo a qualsiasi regola politica e di partito e a volte perfino statutaria, ad un processo di lenta e graduale delegittimazione per arrivare alla loro fisiologica rinuncia, sotto i colpi di un correntismo da prima repubblica e da vecchia e brutta DC. A Palermo, dove non si riesce piu' ad organizzare per veti incrociati nemmeno una Festa Democratica, lo scorso maggio si e' consumato uno scempio politico ed elettorale che ha sterminato un'intera classe dirigente locale, a cui non e' seguito a distanza di mesi alcun intervento del gruppo dirigente nazionale, se non per tutelare i segretari in carica che hanno portato il partito al minimo storico, al di sotto delle percentuali che raggiungevano i Ds e la Margherita. A tutto questo si aggiunge una nuova vigilia elettorale in Sicilia con un partito sganciato dalla sinistra, dal centrosinistra e dalla realta' della societa' siciliana e ad alleanze con UDC e nuovi poli che sconvolgono elettori gia' disorientati e stanchi. In queste condizioni e' impossibile andare avanti!E a questo punto non intendo più' dare il mio impegno e il mio tempo ad un partito diventato cosi' sordo e lontano da tanti dirigenti che con dedizione e passione hanno dato i migliori anni della loro vita al partito. Questa opinione cresce nei territori e attraversa tanti iscritti che si sentono delusi e traditi. Sottovalutare questo fenomeno dilagante e' un errore grave e una colpa storica. Io dico basta e mi fermo qui affidando alle forme del movimentismo la prosecuzione del mio impegno politico".