Crocetta scandalizza tanto | per la sua serena felicità - Live Sicilia

Crocetta scandalizza tanto | per la sua serena felicità

Perché il candidato del Pd scandalizza tanto i benpensanti, perché provoca reazioni? Forse perché riesce a vivere la propria sessualità senza tormento, né pentimenti.

In Sicilia l’omofobia può essere nel 2012 strumento di campagna elettorale? La domanda è obbligatoria, dopo il proliferare di dichiarazioni dedicate più alle scelte sessuali di Rosario Crocetta che ai suoi programmi come candidato alla Presidenza della Regione. In tanti hanno gridato alla scandalo dopo la ormai celebre intervista nella quale Crocetta ha promesso “castità” in caso di vittoria; altri lo hanno accusato di voler “imitare” Nichi Vendola e di utilizzare la propria “differenza” come strumento per affascinare elettori ed elettrici; altri ancora si sono premurati di chiarire di non avere alcun pregiudizio verso l’omosessualità di Crocetta, salvo, però, il parlarne mentre le domande vertevano sulla politica e quella sbandierata accettazione suonava più come un tentativo maldestro per ricordare a tutte/i che “però” il candidato è gay (parlare a nuora perché suocera intenda, come si suol dire).

Ed infine risale solo a pochi giorni fa la dichiarazione del candidato Miccichè che si chiede come l’elettorato cattolico dell’UDC potrà mai accettare di votare per un Presidente “beatamente omosessuale”. Ecco, al di là del giudizio, naturalmente severo e negativo, sulle parole scelte, io credo che Miccichè abbia avuto il merito (inconsapevole) di centrare perfettamente il tema reale: a dare scandalo, nel 2012 in Sicilia, non è l’omosessualità di Crocetta, quanto piuttosto la serenità (la beatitudine di cui parla Miccichè) con cui lo stesso mostra di viverla. Crocetta è talmente felice, rispetto al proprio orientamento sessuale, da non parlarne quasi mai. Ed è innegabile che su molto altro, ma non su questo, abbia costruito la sua visibilità politica ed il suo curriculum di servitore della Cosa Pubblica. Rigore morale e lotta alla Mafia in primis. E questo, per molti, è imperdonabile.

La stessa intervista dedicata alla castità ha suscitato un vespaio non perché si parlava di sesso (siamo ancora il paese di Berlusconi, tutto sommato) ma perché a parlarne era un gay; e con toni molto allegri, disincantati, persino ironici. Se Crocetta mostrasse sofferenza, pentimento, tormento esistenziale, allora cesserebbero anche gli attacchi al candidato costruiti sulle sue scelte sessuali. Ma Crocetta non soffre e non si pente; e questo scuote gli animi di molti benpensanti maschilisti e, spesso persino inconsapevolmente, omofobi. Soprattutto dentro le nostre classi dirigenti regionali. E tutto questo, per noi che lavoriamo sul territorio come militanti Lgbt, è terribile: perché ancor più pericoloso dell’insulto diretto alla sessualità di uomini e donne è il pregiudizio, mascherato da falsa accettazione, che le/li vuole condannati/e ad una perenne infelicità e, di conseguenza, all’unica difesa costituita dalla “invisibilità”.

C’è da scoraggiarsi? Non è così scontato. Anche i tantissimi sostenitori di Crocetta, tra gli elettori, le elettrici e gli apparati di Partito, sono a conoscenza dell’orientamento sessuale del candidato. E se ne fregano. Probabilmente non hanno scelto di sostenerlo per questo, ma altrettanto certamente lo voteranno senza applicare alcun “nonostante”. Il che è confortante: al di là che si stia o meno tra i sostenitori del candidato Crocetta, dovrebbe rincuorare tutti constatare che anche nella nostra Regione, così come nel resto del Paese, il corpo elettorale mostra posizioni assai più avanzate del suo ceto politico sui temi dei Diritti Civili e della morale pubblica. Persino tra gli elettori dell’UDC, con buona pace di Miccichè, ci sono certamente uomini e donne cui pochissimo interessa la sessualità di Crocetta. E la beatitudine con cui la vive.

(Coordinamento Palermo Pride)


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