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Esclusiva. Catania

Corte dei Conti richiama il Comune


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Nuova tegola sull'amministrazione Stancanelli: la Corte dei Conti rileva venti pagine di irregolarità analizzando i bilanci del Comune. Ecco in esclusiva il documento.

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CATANIA - Le venti pagine che Livesicilia mette a disposizione dei lettori sono state tenute nascoste dal 20 agosto quando, nel cuore dell'estate catanese, Rita Arrigoni, presidente della sezione Controllo della Corte dei Conti e Giuseppe Cernigliaro, estensore, hanno disposto che il Comune deve trasmettere “le necessarie misure correttive”.

I guai dell'amministrazione Stancanelli sono riepilogati in 14 “profili di criticità”, che vanno dal “ritardo nell'approvazione del rendiconto 2010, non giustificabile dalle circostanze addotte”, all'equilibrio di parte corrente “garantito nel 2010 mediante l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione e di entrate straordinarie non ripetitive”.

E poi, la Corte rileva la “persistente difficoltà nel riscuotere le entrate proprie”, il “non legittimo riconoscimento come debito fuori bilancio di un'obbligazione derivante da accordo transattivo e il persistere di un volume notevolissimo di passività pregresse da riconoscere”.

Secondo l'organismo regionale di controllo il Comune avrebbe incluso nei “servizi conto terzi”, “voci -si legge nella delibera della Corte dei Conti- che non rientrano nelle partite di giro con alterazione degli equilibri di bilancio e possibili refluenze sul calcolo dei saldi per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal patto di stabilità”.

E ancora, secondo la Corte, l'operazione di rinegoziazione dei mutui che il Comune ha contratto con la Cassa depositi e prestiti per fare quadrare i conti, non sarebbe stata “sorretta da un'adeguata valutazione circa la convenienza complessiva per l'Ente, onerosità riguardo alla spesa per interessi e irrigidimento della stessa a carico degli esercizi futuri”.

L'operazione di devoluzione dei mutui non sarebbe “corretta”, e il ricorso all'anticipazione di tesoreria, altro metodo per avere facile liquidità, sarebbe “idoneo -secondo la Corte- a rilevare un'incapacità strutturale dell'Ente di far fronte ai normali pagamenti”.

Nel bilancio sarebbe stata mantenuta “una quota elevata di residui attivi con oltre 5 anni di anzianità, di dubbia esigibilità e in grado di incidere in misura determinante sul risultato d'amministrazione del Comune”.

Addirittura, la cessione delle quote della Sostare Srl alla Catania Multiservizi Srl, sarebbe avvenuta violando la legge: esattamente, si legge nel documento, “l'art 13 del d.l. 223/2006”.

La Corte, parlando delle partecipate comunali rincara la dose e sottolinea la “mancanza di una fedele rappresentazione contabile dei rapporti con le società partecipate necessaria per evidenziare le obbligazioni che il Comune ha nei confronti di tali organismi”.

Anche per il consiglio comunale arriva una bacchettata: la Corte contesta la mancata adozione di una deliberazione in conformità ad un comma della legge 244/2007.

E ancora, il Comune, dopo quattro anni di amministrazione Stancanelli “non ha aggiornato l'inventario”, elemento propedeutico al bilancio e poi, concludendo, il Comune “non ha adottato alcuna misura correttiva” rispetto alla deliberazione 219/2011 della Corte dei Conti.

 

Il consiglio comunale di Catania è silente sul bilancio anche perché, dopo la bocciatura da parte dei revisori, dovrà presto assumersi la responsabilità di votare il rendiconto 2011. Unico consigliere fuori dal coro Francesco Navarria, eletto col Pdl, ma passato al gruppo misto. “Nessuno -dice Navarria a Livesicilia- potrà mai rimproverarci di non aver denunciato la verità sull'amministrazione Stancanelli. La situazione finanziaria dell'Ente è gravissima e gli annunci di risanamento del Sindaco fanno parte di un vecchio modo di fare politica a danno dei cittadini catanesi”. “Di fronte a questo -conclude Navarria- il primo cittadino si appresta a varare una nuova Giunta e nuovi Cda nelle società partecipate in vista della campagna elettorale per le regionali di ottobre”.

 

Telegrafico l'assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi: “i rilievi -dice Bonaccorsi a Livesicilia- rientrano nell'ordinarietà dei rapporti tra la Corte e l'Ente locale, ci ripromettiamo entro breve termine di chiarirle”.