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Gesip, chiesta la cassa integrazione
Ma è giallo sul debito con l'Inps


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"Il debito con l'Inps non può essere un ostacolo alla cassa integrazione". Le parole di Anna Rosa Corsello, dirigente regionale al Lavoro, smentiscono la tesi del ministero del Welfare. Intanto oggi il liquidatore dell'azienda ha presentato la richiesta per gli ammortizzatori sociali.

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PALERMO - “Il debito della Regione con l'Inps non può essere un ostacolo alla cassa integrazione in deroga”. Le parole di Anna Rosa Corsello, dirigente generale dell'assessorato regionale al Lavoro, smentiscono in parte il comunicato diramato ieri dal ministero del Welfare e rendono ancor più ingarbugliata, semmai ce ne fosse bisogno, la vicenda della Gesip.

Proprio ieri, infatti, il dicastero di via Veneto, in una lunga nota diramata a metà pomeriggio, aveva parlato di due condizioni necessarie per l'attivazione della cassa integrazione in merito alla questione della società del comune di Palermo: che la Regione abbia utilizzato tutte le risorse a disposizione e soprattutto che paghi all'Inps 12,5 milioni di euro. Soldi che Palazzo d'Orleans deve all'Istituto nazionale di previdenza come propria quota della cassa integrazione già attivata.

Ma proprio la Regione, per bocca della Corsello, avanza dei dubbi in proposito: “Abbiamo versato all'Inps finora 14 milioni di euro – dice a Livesicilia il dirigente - ma dal momento che abbiamo continuato a decretare l'attivazione di procedure di cassa integrazione, si è riformata la quota del 40 per cento a carico della Regione. A dir la verità, l'Inps ce ne chiede solo 11 e Ludovico Albert (dirigente regionale alla Formazione, ndr) ha assicurato che non c'è un problema di cassa, ma comunque sia non può essere certo questo a bloccare la cassa integrazione. Lo Stato, infatti, potrebbe decurtarli dai fondi che abbiamo chiesto ieri, pari a 90 milioni di euro, che servono a garantire l'assegno a chi lo ha già maturato”.

Insomma, secondo la Regione il debito con l'Inps non può bloccare la cassa integrazione e lo Stato potrebbe erogare i fondi decurtando i 12 milioni in questione. Non è stato possibile, al momento, avere una replica del ministero del Lavoro ma una cosa appare certa: l'attivazione della cassa integrazione per la Gesip non sarà una passeggiata.

Perché al di là della copertura finanziaria, che comunque oggi il ministro Fornero in un question time in Parlamento ha assicurato a tutte le Regioni per il 2012 e il 2013, c'è anche il tema delle priorità. “Qualora il ministero non dovesse indicarci una corsia preferenziale per la Gesip – continua la Corsello – saremo tenuti a trattare tutti allo stesso modo e quindi la pratica della società verrà trattata dopo quelle già presentate”. E quelle già presentate sarebbero parecchie, dal momento che secondo alcune indiscrezioni gli uffici provinciali del lavoro si sarebbero fermati a quelle di febbraio. Inoltre, la procedura per la cassa integrazione ha i suoi tempi che non sono quantificabili a priori.

Il meccanismo ha un suo funzionamento regolato dalla legge: un'azienda in crisi può presentare un'istanza all'ufficio provinciale del lavoro che attiva un tavolo di trattative con le parti sociali. Raggiunta l'intesa, il direttore adotta il decreto con cui si riconosce la cassa integrazione. Decreto trasmesso all'Inps che provvede al pagamento. La Sicilia, per la quota di cofinanziamento, si è avvalsa del Fse come altre regioni e, tra le regioni, non è nemmeno quella che ha chiesto più soldi. “Al momento – spiega la Corsello - rispetto a tutte le istanze per le quali l'Inps ha corrisposto gli importi, abbiamo raggiunto un certo plafond. Se il ministero del Lavoro, con il quale annualmente si stipula un accordo di assegnazione delle risorse, non ci dice su quanti fondi possiamo contare fino alla fine dell'anno, non possiamo andare avanti”.

E sulla Gesip, la Corsello specifica: “E' una vicenda che non conosciamo, non abbiamo partecipato ai tavoli convocati a Roma. Inoltre, i lavoratori delle società partecipate non hanno di norma accesso alla cassa integrazione in deroga ma, a quanto leggiamo sulla stampa, sarebbe stata accordata una deroga in questo senso per la Gesip. Tanto che nei fondi che abbiamo chiesto non abbiamo compreso la Gesip”.

Insomma, sulla cassa integrazione per gli operai di via Maggiore Toselli la strada appare in salita, almeno per il momento. Inoltre, se il primo gennaio gli operai non torneranno subito al lavoro, il rischio è quello di dover rinegoziare gli ammortizzatori sociali. Intanto, il commissario liquidatore Giovanni La Bianca ha presentato oggi l'istanza all'ufficio provinciale del lavoro, onde evitare di far scadere l'astensione dalla retribuzione e l'assegno di settembre. E' andata inoltre deserta l'assemblea dei soci dell'azienda: l'ordine del giorno prevedeva l'approvazione dei bilanci 2010 e 2011. Le perdite accumulate dalla società nel corso dei due esercizi ammonterebbero a circa 20 milioni di euro. L'assemblea è stata convocata domani, in seconda seduta.

"Bene l'esplicitazione tecnica del dirigente del Lavoro che ha chiarito i tecnicismi legati alla richiesta di cassa integrazione in deroga aziendale e i gli obbligatori passaggi preventivi affinché venga concessa l'erogazione della cassa integrazione - dice Salvo Barone di Asia - così come sottolineato qualche giorno fa, anche questa volta si strumentalizza intorno alla vicenda dei dipendenti della Gesip. La verità è che tutto il solito schifo strumentale che caratterizza il sistema: sono rimasti tutti spiazzati! Chi in questi mesi - sindacalisti e politici - non ha fatto neanche un comunicato sperava che tutto finisse in malora. Sono personaggi indegni e miserabili abituati a frequentare la mangiatoia dei massacratori di Palermo degli ultimi anni e che oggi giocano con il futuro di Palermo e con il lavoro e il pane di 1800 persone! La vertenza è ancora aperta speriamo si chiusa immediatamente".