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La Cassa edile:
"Non c'è solo la Gesip"


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Il presidente Sanfratello (nella foto): "Mentre i media e la politica appaiono concentrati esclusivamente sulle sorti di 1.800 lavoratori, ci sono più di milletrecento posti di lavoro che in un anno sono andati in fumo nell'edilizia"

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“Il grave stato di crisi dell'edilizia siciliana, rappresentato ieri dalla denuncia dell'Ance Sicilia, assume anche a Palermo contorni drammatici. Mentre i media e la politica appaiono concentrati esclusivamente sulle sorti di 1.800 lavoratori di una società partecipata, che produce debiti da anni, ci sono più di milletrecento posti di lavoro che in un anno sono andati in fumo a Palermo nell'edilizia: operai edili che non hanno incendiato cassonetti e non hanno bloccato il traffico e che silenziosamente e civilmente hanno accettato il loro drammatico stato attuale di disoccupati. Un'ecatombe silenziosa che si è consumata nell'apparente disinteresse delle Istituzioni. La Cassa edile di Palermo ha registrato negli ultimi anni dati spaventosi, sia per quanto riguarda il numero di operai iscritti, sia per il numero delle aziende, con oltre centocinquanta imprese in meno nel giro di un anno”. Lo afferma Fabio Sanfratello, presidente della Cassa edile di Palermo, l'ente bilaterale di mutualità e assistenza che fa capo alle associazioni datoriali (Ance, Cna, Casartigiani) e ai sindacati dei lavoratori edili (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil). “Imprenditori e operai chiedono risposte e invece in campagna elettorale si parla di 'onestà', di 'persone perbene', di 'coerenza', insomma, di tutto e niente, tranne che di soluzioni credibili per gli autentici problemi dei palermitani e dei siciliani ”, aggiunge Sanfratello.