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Canicattì, nell'agrigentino

Al mensile "S" un premio
in memoria di Saetta e Livatino


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Consegnati a Canicattì i riconoscimenti istituiti per commemorare i due magistrati uccisi da Cosa nostra. E Scarpinato ricorda i due giudici lanciando una polemica: "Negli anni Ottanta ampi pezzi della magistratura hanno dialogato con la mafia" (nella foto il coordinatore di "S" Claudio Reale riceve il premio dal presidente del consiglio comunale di Canicattì Domenico Licata)

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CANICATTI' (AGRIGENTO) - Un premio "per l'importante ruolo svolto nel panorama dell'informazione soprattutto a beneficio della lotta alla mafia per l'affermazione dei valori di libertà, legalità e giustizia". Il riconoscimento è stato conferito al mensile "S", diretto da Francesco Foresta, nell'ambito della "Settimana della legalità" organizzata dal Comune di Canicattì e dalle associazione "Amici del giudice Rosario Angelo Livatino" e "Tecnopolis" nel centro in provincia di Agrigento: oltre a "S", nell'occasione sono stati premiati il comandante della polizia locale di Agrigento Cosimo Antonica, il settimanale "Centonove", il presidente del tribunale di Agrigento Luigi D'Angelo, il procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato, il direttore della Dia Alfonso D'Alfonso, "Confindustria Sicilia", Antonello Montante, il presidente dell'Anm di Agrigento Luca Sciarretta e il postulatore della canonizzazione di Rosario Livatino, Giuseppe Livatino.

L'occasione è stata un dibattito per ricordare la memoria di Antonino Saetta e Rosario Livatino, i due giudici agrigentini uccisi dalla mafia rispettivamente il 25 settembre 1988 e il 21 settembre 1990. All'iniziativa, moderata da Carmelo Vella, hanno preso parte il vescovo vicario dell'Aquila Giovanni D'Ercole, il vicepresidente di Confindustria Sicilia Nino Salerno, Giuseppe Livatino, D'Alfonso e Scarpinato. Quest'ultimo, in particolare, ha ricordato il clima degli anni Ottanta, con una lucida analisi delle connivenze fra Cosa nostra e ambienti della magistratura alla vigilia degli omicidi Saetta e Livatino. Interamente dedicato alla causa di beatificazione del "giudice ragazzino" invece l'intervento dell'arciprete di Raffadali, don Giuseppe Livatino, che ha ricordato come al piombo dei proiettili, a volte, si sostituisca il tentativo di diffamare chi lavora per combattere la mafia. E se Salerno e D'Ercole hanno ricordato rispettivamente la svolta antiracket di Confindustria e il messaggio antimafia lanciato da Giovanni Paolo II proprio ad Agrigento, D'Alfonso ha colto l'occasione per presentare il francobollo commemorativo del ventennale della Dia, che ritrae Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Rosario Livatino. Durante l'iniziativa, che ha ricevuto l'alto patrocinio della presidenza della Repubblica, il senatore questore Benedetto Adragna, presente in rappresentanza del presidente dell'assemblea di Palazzo Madama Renato Schifani, ha consegnato alle associazioni Amici del giudice Livatino e Tecnopolis un riconoscimento per l'impegno antimafia.