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Auto blu, convegni e caffè
Cara politica, quanto ci costi...


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Il Pd riceve circa due milioni l'anno, che destina, tra le altre voci, ai venti dipendenti (circa 1,3 milioni), alle spese per i convegni (300 mila euro) e a quelle per la ristorazione (ventimila euro l'anno). Di tre volte inferiore il budget di gruppi più piccoli come quello di Fli e Grande Sud. Mentre i soldi del Cantiere popolare servono anche per pagare un prestito per i Tfr di 17 dipendenti.

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PALERMO- Il Pd ha speso due milioni. Grande Sud 700 mila euro. Futuro e libertà più o meno la stessa cifra.
Il Pid paga con quei soldi anche le rate di un prestito da 115 mila euro. La campagna lanciata da Live Sicilia ha trovato immediate risposte da parte dei partiti rappresentati all'Ars. Ecco quindi, dopo il resoconto fornito dal gruppo Mpa-Partito dei siciliani, l'elenco delle spese di altre tre gruppi assai rappresentativi a Sala d'Ercole.

A cominciare dal gruppo più numeroso, quello del Partito democratico. Il Pd ha speso nel 2011 una cifra di poco superiore ai due milioni di euro. Ha persino risparmiato qualcosa, sui fondi concessi dall'Ars, pari a 2,25 milioni di euro. Un “bilancio”, quello del gruppo, che viene annualmente certificato da revisori dei conti e che il partito, a differenza di altri gruppi, snocciola un po' più nel “dettaglio”.

La gran parte di quei due milioni (oltre 1,3 milioni) è speso per il pagamento dei 25 dipendenti del gruppo. Ai quali, è bene ricordarlo, viene accordata (vale non solo per il Pd, ma anche per gli altri partiti) anche tredicesima, quattordicesima e quindicesima. Oltre trecentomila euro, invece, sono riservati alla voce “Iniziative territoriali 2011”. Si tratta, per intenderci, di convegni, tavole rotonde, feste elettorali sostenute dal partito. Circa 83 mila euro invece sono destinati alle cosiddette “spese di trasporto”. Non è chiaro se tra queste rientrino anche quelle per il leasing della macchina del capogruppo, una Mercedes di grossa cilindrata.

Il Pd, poi, spende circa 50 mila euro per i “rimborsi per le attività di presidenza”. In pratica, circa 4 mila euro al mese vengono utilizzati per garantire al capogruppo, a due vicecapigruppo e a un deputato segretario una indennità ulteriore, considerato il “surplus” di lavoro al quale sono sottoposti. Un lavoro che merita un ristoro all'altezza. Per questo il Pd spende quasi ventimila euro l'anno per pasti e caffè. Quasi 36 mila euro, invece, finiscono nella voce assai “vaga” delle “spese varie”, mentre 6.500 euro l'anno servono per l'acquisto dei giornali, quasi 25 mila euro per “consulenze amministrative”. Più di quindicimila euro costa sia la voce riguardanti le “spese telefoniche” che quella delle “spese di rappresentanza”. E fanno, come detto, circa due milioni.

Tre volte di meno spende un gruppo parlamentare molto più piccolo come quello di Grande Sud. Poco superiore ai 700 mila euro annui, infatti, la somma messa a disposizione dei cinque deputati e dei dipendenti del partito a Palazzo dei Normanni. E anche in questo caso, ovviamente, è la voce riguardante il personale quella che pesa di più sul “mini-bilancio” interno. Tra stipendi e contributi, infatti, viene sforata la cifra di 360 mila euro (più della metà, insomma, dell'intero stanziamento), mentre altri 246 mila euro sono spesi per la voce riguardanti i cosiddetti “portaborse”. Insomma, quasi tutti i soldi erogati dall'Assemblea finiscono in stipendi. Ai quali si aggiungono circa 50 mila euro l'anno per missioni, convegni e promozione, mentre poco più di 24 mila euro costa l'utilizzo della macchina del capogruppo e 8.600 euro sono spesi in consulenze.

Più o meno dello stesso livello il finanziamento destinato a Futuro e Libertà (quattro i deputati all'Ars). E in questo caso, il “peso” del personale è in percentuale ancora maggiore rispetto a quello degli altri gruppi. Dei 484 mila euro spesi, oltre 433 mila vanno a dipendenti stabilizzati, addetti stampa, collaboratori a vario titolo. Alle spese varie riguardanti, tra le altre cose, “l'informatica, la cancelleria e la telefonia”, il gruppo nel 2011 ha destinato circa 43 mila euro. I fondi rimanenti (circa 7 mila euro) sono serviti per pagare consulenti. In realtà, se a queste cifre si somma la voce “contributo per le spese dei deputati”, lo stanziamento è assai simile a quello di Grande Sud, attestandosi a circa 700 mila euro.

Infine, ecco il Pid-Cantiere popolare, che ha affidato a una nota l'illustrazione delle spese del proprio gruppo: “Il gruppo Pid – Cantiere Popolare all’Ars – si legge - riceve contributi unificati mensili pari ad 3.750,00 euro per ogni deputato, cioè, essendo quattro i deputati attualmente facenti parte del gruppo, 15 mila euro. In effetti, però, - puntualizza il Pid - percepisce mensilmente 6.750 euro mensili essendo le restanti somme trattenute per la restituzione di un prestito – anticipazione di 115 mila euro resi necessari per liquidare il Tfr relativo a 17 dipendenti stabilizzati di cui 10 non più in forza al gruppo. In atto il gruppo ha in forza 7 dipendenti stabilizzati. Nessuna indennità di carica viene erogata al Presidente ed al Vice Presidente del gruppo. Le somme restanti (6.750 euromensili) vengono destinate per il pagamento delle fatture telefoniche, la corresponsione al consulente del lavoro e commercialista che tiene la documentazione del gruppo della relativa parcella regolarmente fatturata, messaggi augurali, necrologi, per rimborsi, ovviamente esigui e comunque giustificati, ai deputati per incontri ed organizzazione di attività politica nell’interesse della loro attività politica e nell’interesse del gruppo e per la corresponsione delle indennità a 3 dipendenti co.co.pro. in forza al gruppo. Siamo convintamente d’accordo – conclude il gruppo parlamentare centrista - a fare certificare anche da società o professionisti esterni i bilanci del gruppo”.