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Palermo

Sciopero dei postali:
sono 238 le zone non servite


La Cisl Poste denuncia che l'organizzazione del lavoro è impostata in modo che siano necessari degli straordinari per garantire il servizio di recapito. E annuncia una manifestazione per il prossimo 12 ottobre (nella foto il segretario della Slp Cisl, Maurizio Affatigato).

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postali, sciopero, Palermo
PALERMO - Sono già 238 le zone non servite dal servizio di recapito di Palermo dopo la proclamazione dell’astensione dalle prestazioni straordinarie da parte dei sindacati dei postali, scattata il 14 settembre e durerà fino al 13 ottobre. “In dieci giorni – spiega il segretario provinciale della Cisl Poste, Maurizio Affatigato – le zone che restano dentro da diversi giorni sono da un minimo di 25 al picco più alto di 65 al giorno corrispondenza non consegnata ai destinatari quotidianamente per mancanza di personale. E’ la dimostrazione che il servizio di recapito è organizzato dall’azienda in modo da essere garantito solo se i lavoratori svolgono lavoro straordinario. Da anni la Cisl Poste denuncia la carenza delle risorse umane all’interno dell’azienda. Un servizio nevralgico come quello del recapito, infatti, non si può fondare totalmente sulla disponibilità dei lavoratori a svolgere straordinario. Continuare a proporre nuove organizzazioni solo con lo scopo di tagliare personale senza investire sulla qualità del servizio da offrire ai propri clienti e fare in modo che gli stessi clienti scappano e vadano in aziende concorrenti alla nostra, senza nessun progetto futuro a salvaguardia della nostra occupazione con un taglio di risorse che si aggira a diecimila in tutta Italia. Per questo motivo abbiamo Proclamato due azioni di sciopero: il blocco delle prestazioni straordinarie dal 14 settembre 2012 al 13 ottobre 2012 ed una giornata di sciopero per il giorno 12 ottobre con lo svolgimento di una grande manifestazione nazionale a Roma nello stesso giorno.

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Lo Sciopero e la conseguente manifestazione del giorno 12 ottobre proclamata dalle organizzazioni sindacali Slp-Cisl Slc-Cgil Failp-Cisal dovranno essere il momento per porre la questione poste italiane al centro dell’attenzione della comunità e della politica e pertanto è importante che si realizzi il massimo della partecipazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici postali che devono sapere che stanno lottando per la difesa del proprio posto di lavoro. Altri disagi in vista – continua Affatigato – anche negli uffici postali da tempo aperti anche il pomeriggio i servizi venivano garantiti esclusivamente grazie alla disponibilità dei lavoratori ad effettuare il secondo turno in straordinario, dal 14 settembre fra assemblee e rifiuto dello straordinario i tempi di attesa si sono allungati. – conclude Affatigato - Abbiamo aperto una vertenza che riguarda anche le condizioni dei nostri uffici, le carenze del servizio, le difficoltà dei lavoratori applicati con continui distacchi da un ufficio ad un’altro, la mancanza di strumenti nonché le falle di un servizio informatico che funziona a singhiozzo. L’Azienda per risposta invece di trovare risposte concrete pensa solo di chiudere 1200 Uffici Postali in barba ad accordi ed impegni ben precisi".