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IN BILICO ANCHE GLI STRAORDINARI

Palermo, elezioni a rischio
Il Comune pensa a un piano B


La Regione taglia i fondi per le elezioni e il Comune è costretto a correre ai ripari: annullato il sorteggio per la rotazione dei dipendenti e straordinari a rischio. L'assessore Catania: "Potrebbero esserci intoppi e ritardi".

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PALERMO - Il comune di Palermo è a corto di soldi e pensa a un piano B per le regionali, mentre lo straordinario per i dipendenti in vista del 28 ottobre è seriamente a rischio. A lanciare l'allarme è l'assessore al Decentramento Giusto Catania che già nelle scorse settimane, insieme al sindaco Leoluca Orlando, aveva puntato il dito contro Palazzo d'Orleans che quest'anno chiuderà i rubinetti per le consultazioni.

“Per la prima volta – dice Catania – le regionali non si terranno contestualmente alle nazionali, o per meglio dire entro 45 giorni prima o 30 giorni dopo. Se fino al 2008 lo Stato sosteneva parte dei costi, questa volta tutto è a carico della Regione che ha ben pensato di scaricarli sui Comuni più grandi e in particolar modo su Palermo. Non ci sono i soldi e non possiamo garantire che tutto fili liscio”.

E dire che Palazzo delle Aquile aveva predisposto un piano ad hoc per ridurre i dipendenti impegnati nelle consultazioni (da 1200 a 800) e abbattere i costi, da 1,7 milioni per le ultime comunali a poco meno di 800mila euro. “Ma è stato tutto vanificato da una circolare degli Enti locali – continua l'assessore – che l'ultimo giorno utile ci ha comunicato che avrebbe pagato di tasca propria gli scrutatori (circa 3mila, ndr), gli oneri e i bandi di gara, ma non gli straordinari. Per quelli ci daranno appena 100mila euro a fronte degli 800mila necessari, che sono comunque meno della metà rispetto all'1,7 milioni delle ultime comunali. Il sorteggio? Verrà invalidato, non abbiamo altra scelta”. Il Comune infatti non ha un euro in cassa e così piazza Pretoria ricorrerà al recupero delle ore: gli impiegati, cioè, che lavoreranno di più per le elezioni recupereranno le ore di straordinario non pagate durante la settimana, il che inciderà sulle normali attività del Comune. In ognuna delle 130 scuole che saranno sede di seggio elettorale, infatti, ci saranno due impiegati di Palazzo delle Aquile che faranno da tramite tra le sezioni e piazza Pretoria, sempre che un numero sufficiente di dipendenti accetti di lavorare con lo straordinario a rischio.

“Noi informeremo il Tribunale, la Prefettura e la Regione – aggiunge Catania – dei pericoli che si correranno: rischiamo che in un seggio manchino la matita o le schede elettorali e non si sia nelle condizioni di provvedere in tempi brevi”. Al magazzino comunale, per esempio, sui 26 impiegati previsti ne sono in attività appena 10 e se dovessero saltare gli straordinari saranno a rischio anche gli arredi per i seggi. “Inoltre, se dovremo utilizzare allo scopo i dipendenti nelle normali ore di ufficio, ne risentiranno le normali attività. Ecco perché venerdì è già stata fatta una riunione con i dirigenti e il segretario generale e domani ne terremo un'altra”, dice ancora l'assessore. La Regione darà al capoluogo siciliano 0,08 centesimi ad abitante, applicando un parametro inversamente proporzionale che paradossalmente premia i centri più piccoli. Insomma, le regionali sono a rischio ma da Palazzo d'Orleans non sembrano preoccuparsene. “La cosa incredibile – conclude Catania – è che la Regione, per rinnovare i propri rappresentanti, scarica tutto sui comuni. L'unico risultato potrebbero essere code e ritardi: la Regione darà così tantissimo materiale a Striscia la Notizia o alle Iene”.