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Il Riesame annulla l'arresto

Lo stupro di Mondello
Liberi i due indagati


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Il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordine di arresto per Maurizio Mortillaro e Antonino Mangano. Sono accusati di avere violentato due ragazze ventenni sulla spiaggia di Mondello. Non si conoscono le motivazioni della scarcerazione.

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PALERMO- Liberi. Venticinque giorni dopo essere finiti all'Ucciardone. L'ordinanza di custodia cautelare è stata annullata. Alle 16 si sono riaperte le porte della cella per Maurizio Mortillaro, magazziniere di 32 anni, e Antonino Mangano, salumiere di 35. Su di loro continua a pendere l'accusa di avere violentato due ventenni sulla spiaggia di Mondello. Preferiscono non parlare. È la fine di un incubo si limitano a dire. Da oggi si difenderanno da uomini liberi.

La scarcerazione è stata decisa dal tribunale del Riesame di Palermo presieduto da Maria Elena Gamberini. Non ci conoscono ancora le motivazioni dell'annullamento dell'ordine di arresto del 2 settembre scorso. I legali della difesa, gli avvocati Rocco Chinnici e Giacomo Greco, hanno puntato su due elementi: la mancanza delle esigenze cautelari e, soprattutto, il fatto che si sarebbe trattato di rapporti sessuali consenzienti.

Dal racconto delle vittime, una ragazza siciliana e una tedesca, emergerebbe, invece, la squallida storia di uno stupro. Una serata di musica, divertimento e alcool trasformatasi in una notte di terrore. Le ragazze si presentarono in questura e riferirono delle violenze subite da due uomini mai visti prima di allora. Di uno, però, fornirono il telefono cellulare che sarebbe risultato decisivo nelle indagini. Il primo approccio era avvenuto in una discoteca sul lungomare di Capaci. Le ragazze ballavano accanto alla console del dj quando furono avvicinate da Mortillaro e Mangano. Da lì, a notte fonda, si spostarono sulla spiaggia di Mondello dove sarebbe state aggredite e violentate. Poi, i due uomini sarebbero fuggiti. Ce n'era abbastanza per fare dire al giudice per le indagini preliminari che “risultano acquisiti gravi, univoci, concordanti e plurimi indizi di responsabilità nei confronti degli indagati. L'aver lasciato precipitosamente i luoghi della violenza è la prova logica più evidente della consapevolezza del fatto delittuoso che si era consumato ai danni delle giovani donne (il racconto delle quali, comunque, meriterebbe qualche approfondimento)”.

“Nessuna violenza, ma rapporti consenzienti con due ragazze che hanno pure preso l'iniziativa”, hanno sempre replicato gli indagati, entrambi impiegato al Centro Olimpo e raggiunti da un preavviso di licenziamento mentre erano detenuti. Per sapere se il tribunale del Riesame abbia creduto alla loro tesi difensiva bisognerà attendere le prossime ore. Intanto, Mortillaro e Mangano sono di nuovo liberi.