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Palermo, polemica sul Festino

Pregiudicati allestiscono il carro
Ecco quanto hanno guadagnato


Due degli artigiani che hanno lavorato al carro della Santuzza nell'ultimo Festino erano stati condannati, un anno fa, per truffa e licenziati dal teatro Massimo. Lo rivela un'interrogazione di due parlamentari del Pdl che va all'attacco del sindaco Leoluca Orlando.

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PALERMO - Due ex dipendenti del teatro Massimo, condannati per truffa e licenziati, coinvolti nella realizzazione del carro dell’ultimo Festino di Santa Rosalia, quello del ritorno di Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile. Due artigiani, giudicati colpevoli di aver intascato illecitamente assegni familiari, che fino a qualche mese prima di lavorare al carro della Santuzza partecipavano ad una manifestazione elettorale dello stesso Orlando. E sull’asse Roma-Palermo scoppia la polemica.

A sollevare il caso sono due deputati nazionali del Pdl, Giampiero Cannella e Riccardo De Corato, che hanno presentato un’interrogazione al ministro per i Beni culturali per far luce sul rapporto tra i due artigiani e il primo cittadino, “colpevole” a loro dire di aver coinvolto nella preparazione della festa cittadina due ex dipendenti della Fondazione teatro Massimo, di cui Orlando è presidente, già condannati e buttati fuori per truffa insieme ad altre 15 persone.

La vicenda risale a più di un anno fa, quando due falegnami alle dipendenze del teatro cittadino, Vincenzo D'agostino e Gino Ziino, rispettivamente 56 e 59 anni, a maggio vengono giudicati colpevoli, dalla Quinta sezione penale del tribunale di Palermo, di aver dichiarato il falso nella richiesta degli assegni familiari percependo indebitamente cospicue somme. Dal 2001 al 2006 i due, insieme ad altre 15 persone, hanno infatti dimenticato di comunicare all’Ente l’esatto numero dei componenti del nucleo familiare o, per lo meno, dei soggetti a carico. Dimenticanza che frutta al primo 47mila euro e al secondo oltre 50mila e che va avanti per diverso tempo finché nel 2006 l’allora vicepresidente della Fondazione, Giuseppe Dell’Aira, non denuncia tutto alla Procura della Repubblica che fa immediatamente scattare le indagini. Il cda del teatro si era infatti insospettito per le cifre elevate corrisposte in assegni familiari che avevano portato il costo del personale a costituire l’80 per cento del bilancio di piazza Verdi, tanto da spingere i vertici a nominare un’apposita commissione d’inchiesta interna.

D’Agostino, per esempio, chiedeva assegni familiari per sette o nove persone, mentre in famiglia erano solo in quattro. Ziino, invece, indicava anche i figli ormai maggiorenni o altri soggetti senza specificare chi fossero. Circostanze che hanno portato il giudice a condannare tutti e 17 gli imputati (D’Agostino ad un anno e sei mesi e Ziino ad un anno e quattro mesi) e soprattutto la Fondazione a licenziare i dipendenti “infedeli”. Una vicenda che, l’anno scorso, non manca di fare scandalo e sollevare aspre polemiche.

Nonostante tutto, però, i due partecipano qualche mese fa (secondo quanto si legge nell’interrogazione) ad una manifestazione di Orlando all’Hotel Wagner, in piena campagna elettorale. E qualche tempo dopo, eletto sindaco il Professore, si ritrovano a lavorare al carro della Santuzza: D’Agostino come responsabile di cantiere e Ziino come aiuto falegname. Al primo vanno 2.500 euro e al secondo 1.500. Ambedue inseriti nel prospetto delle spese, per un totale di 78mila euro, presentato dall’Accademia di Belle arti di Palermo all’amministrazione comunale il 21 giugno in virtù di un accordo quadro. Accademia che, però, declina ogni responsabilità. “Non siamo stati noi a scegliere gli artigiani – dicono i vertici dell’istituto – ma sono stati scelti da Renzo Milan che ha disegnato il carro e coordinato le scenografie”. Milan che ieri non è stato possibile contattare ma dal quale, adesso, si attende di sapere perché ha scelto proprio quelle persone e se era in qualche modo a conoscenza dei loro precedenti.

“È un fatto increscioso su cui ogni commento è superfluo – ha dichiarato Cannella - si tratta di due persone per le quali la magistratura ha emesso una condanna per una truffa in concorso con altri imputati che ha causato al Massimo un danno di un milione e duecentomila euro. I due, peraltro, erano presenti alla manifestazione elettorale a sostegno di Orlando organizzata all’Hotel Wagner, cosa che naturalmente rientra nel loro pieno diritto. Mi chiedo ancora però se tutto questo sia compatibile con il messaggio di legalità e l’immagine di buona e sana amministrazione che una giunta deve dare. Vogliamo sapere con quali soldi sono stati pagati”.

"Tranne che per alcuni degli artisti, il Comune non ha instaurato alcun rapporto professionale con alcuna delle oltre 1.700 persone coinvolte a vario titolo nell'organizzazione e nella gestione del Festino", ha replicato a stretto giro di posta il sindaco Orlando. "Il Comune ha scelto di affidare singole parti dell'organizzazione, compresa la realizzazione del Carro, ad Istituzioni culturali della città - prosegue la nota - con le quali si è instaurato un rapporto di collaborazione più che proficua i cui risultati sono stati sotto gli occhi di tutti. Siamo certi che queste istituzioni, nel coinvolgere i propri collaboratori e dipendenti, abbiano rispettato criteri di professionalità nonché tutte le normative vigenti". E il dilemma, adesso, sta proprio nel capire chi abbia scelto gli artigiani per il carro e su quali criteri si sia basato, e soprattutto quanto sia opportuno pagare con soldi pubblici chi, quei soldi, è stato beccato a rubarli.