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La scelta

Giovanna Marano candidata
Fava attacca il ministro


La sindacalista della Fiom racconta: "Ero a Palermo per curarmi dell'asma, quando è arrivata la proposta". Non va giù l'esclusione, invece, all'europarlamentare di Sel: "Una norma incostituzionale. Ma non potevo mettere a repentaglio il progetto".

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PALERMO - “Spero che la mia candidatura diventi un'opportunità per la sinistra siciliana. Per credere ancora nella buona politica”. Applausi. Giovanna Marano, in quel momento, ha gli occhi lucidi. L'emozione è evidente. Ed è anche, probabilmente, frutto di una giornata frenetica e folle, in un certo senso. “Ero a Palermo per curarmi, visto che soffro di asma. E ho trovato questa proposta. Ci ho pensato un po', poi ho detto di sì”. Al suo fianco, Claudio Fava, che ha fatto il passo indietro. Che ha chiesto a Giovanna Marano, sindacalista della Fiom, di prendere il suo posto, dopo lo scivolone improvviso. Causato dalla buccia di banana “di una norma incostituzionale – attacca Fava – contro la quale mi opporrò e per questo ho già attivato i miei legali. Ma non potevo mettere a rischio il progetto, per questo ho chiesto a Giovanna di accettare la nostra richiesta. Io sarò il vicepresidente. Ma mi chiedo e chiedo anche alla ministra Cancellieri – insiste – chi le abbia dato quelle informazioni”.

Qualunque sia l'origine di quella che Fava definisce persino una “informativa”, il risultato più concreto è la presenza inaspettata della candidata Giovanna Marano. Talmente inaspettata, che correrà sotto il simbolo di "Fava presidente", già depositato.

Ma la sindacalista si dice “orgogliosa” anche del fatto che la chiamata sia giunta in un momento di emergenza, di confusione, di angoscia. Tra le sedie della sala di via Ricasoli a Palermo, sede del comitato elettorale di Fava, infatti, la stanchezza e la tensione dei sostenitori dell'europarlamentare si tocca con mano. Ed esplode anche in una mini-constestazione di un'insegnante che chiede: “Mi sono spesa per Fava, a lei, signora Marano, non la conosco”. “Imparerà a conoscermi in questi giorni”, replica senza fare una piega la sindacalista, abituata a dialoghi assai più “caldi”. “Ho una lunga esperienza nel mondo del lavoro. Ho preso parte – ha detto – a vertenze difficili, dal petrolchimico di Gela, alla Fiat di Termini Imerese. E il lavoro deve essere la priorità per questa terra. Insieme al futuro dei nostri giovani”. In una terra nella quale “la politica non ha fatto altro che sperperare, senza tenere conto delle necessità materiali di milioni di uomini e donne”. Insomma, Giovanna Marano raccoglie la sfida. Lo fa con “spirito di servizio”. Nella speranza che “il cavillo diventi un'opportunità”.

Ma al momento, quel cavillo è una spina nel fianco di Claudio Fava, che ammette: “Non conoscevo quella norma, che esiste solamente in Sicilia. Ma è assolutamente incostituzionale e in un certo senso, feudale. Io e miei avvocati siamo certi del mio diritto soggettivo di votare e di essere eletto”. Ma intanto, l'europarlamentare di Sel fa un passo indietro. “Lo faccio per non mettere a rischio un progetto che adesso riparte più forte di prima. Cracolici ha parlato di destino? Io – replica Fava - lo chiamerei in maniera assai meno elegante. Ma posso dirgli senz'altro che il destino non è stato benevolo con lui, visto che dovrà adesso raddoppiare le sue forze per batterci”. Per battere lui, e Giovanna Marano, insomma. Scelta anche dopo il “no” di Rita Borsellino: “Rita è stata gentilissima, ma non ha ritenuto di doversi impegnare in prima persona, ritenendo che quella fase si sia esaurita. Ci ha assicurato però di essere al nostro fianco. E di questo la ringrazio”.

Molto meno “dolci” le parole indirizzate a un'altra donna: “Il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ha detto una falsità, parlando di liste e listini, quando ancora le liste dovevano essere presentate. Non sono affezionato – ha proseguito – alla cultura del complotto. Prendo atto però di un fatto gravissimo, visto che il Viminale interviene in base a informazioni che ha ricevuto. E io le chiedo: da chi è stata informata? Si possono rilasciare quelle informazioni alla stampa solo dopo aver raccolto delle voci nel Transatlantico?”. Ma quelle dichiarazioni, a pensarci bene, hanno “salvato il progetto Fava”, evitando esclusioni irrecuperabili dopo la presentazione delle liste. E ha aperto la strada a Giovanna Marano. La sindacalista di “ferro”, che si commuove quando parla di “buona politica”.