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Il caso

Mauriziotto, comandante e dj
Conflitto di interessi?


Il titolare di uno stabilimento balneare punta il dito contro Maurizio Giglio, comandante della capitaneria di Porto di Isola delle Femmine e noto dj. "Suona nei locali che deve controllare". La replica: "Nessun conflitto di interessi".

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PALERMO - Comandante di giorno e dj di notte. In console nei locali che ha il compito di controllare. Almeno così sostengono gli avvocati che puntano il dito contro Maurizio Giglio, numero uno dell'ufficio locale marittimo di Isola delle Femmine, noto al popolo della notte con il nome d'arte Mauriziotto dj. “Conflitto di interessi? Assolutamente no”, replica Giglio.

La vicenda ruota attorno alla concessione demaniale rilasciata a Rosalba Mancuso. Si tratta della titolare del lido Cafè del Mar di Isola delle Femmine che ha chiesto, tramite gli avvocati Daniela Ferrara e Roberta De Simone, l'accesso agli atti dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente. Non ci vede chiaro e vuole conoscere i dettagli della sua pratica. Si tratta dell'ultimo passaggio di una querelle che va avanti da mesi.

Nell'aprile del 2011 la Mancuso chiede, tramite la Capitaneria di Porto di Palermo, il rinnovo della concessione per occupare 1800 metri quadrati di suolo demaniale. Il sopralluogo viene affidato all'ufficio marittimo locale di Isola. La pratica sembra veleggiare verso il buon esito tanto che, sostengono i legali, la Capitaneria invita la ditta Acquavento, titolare della concessione, “ a tenersi in contatto con l'assessorato - Servizio demanio marittimo per il rilascio di concessione”. Il 18 gennaio 2012, però, nel corso di un nuovo sopralluogo il comandante Maurizio Giglio riscontra alcune irregolarità. Nella relazione di servizio a sua firma e spedita in Procura sottolinea la pericolosità dei tubi in acciaio della piattaforma e la presenza di colature di ossido di ferro sulle rocce. E così scatta il sequestro dell'area. Comincia un tira e molla che si conclude il 17 luglio scorso con il dissequestro deciso dalla magistratura. Ad una condizione, però, i titolari hanno l'obbligo di completare le opere. Tutto risolto? Neanche per idea.

Secondo i legali, l'iter burocratico sarebbero caratterizzato da una serie di punti oscuri. Dicono ad esempio di avere appreso dell'esistenza di una nota, da loro mai ricevuta, che subordina il rinnovo della concessione alla regolarizzazione di “non meglio specificate violazioni contestate”. Da qui l'affondo “Il comandante Maurizio Giglio - scrivono - è anche il direttore artistico ed organizzatore di serate, con il nome Mauriziotto dj, presso uno stabilimento balneare situato a circa 80 metri di distanza dal Cafè del Mar". Stabilimento che, nonostante versasse in “condizioni ben peggiori di quelle in cui si trovano quelle dell'odierna istante”, non avrebbe ricevuto alcuna contestazione da parte di Giglio. Una tesi che sarebbe suffragata da alcuni scatti fotografici allegati alla richiesta di accesso agli atti. Il comandante, concludono gli avvocati Ferrara e De Simone, “si trova in una evidente situazione di conflitto di interessi tra la posizione di pubblico ufficiale ricoperta e quella di direttore artistico e uomo di spettacolo di un locale situato a poche decine di metri”. Cliccando su internet sembra fin troppo facile trovarne conferma. Parecchi articoli di stampa pubblicizzano le serata di Mauriziotto dj nello stabilimento balneare in questione. Il sembra, però, non è casuale, visto che Giglio precisa che si tratta di un grosso equivoco.

“La situazione del Cafè del Mar non l'ho creata io - spiega - ma l'assessorato al Territorio e ambiente che ha ritardato l'iter burocratico”. Quindi entra nel merito: “Una legge consente di lasciare montate le pedane anche in inverno per le cosiddette attività collaterali. Bar, pizzeria o altro. Alcune pedane le hanno organizzate, altre no. Per questo come Capitaneria abbiamo elevato una serie di verbali a diversi titolari”. Come sono andate le cose? “Si è trattato soprattutto di un problema di pubblica incolumità. Il titolare ha lasciato la pedana semi montata, con ferri che uscivano, fili scoperti, e senza luce. Poi, le mareggiate hanno provocato le colature di ossido sulla scogliera. Ho più volte suggerito di mettersi in regola. Cosa che non è avvenuta e purtroppo ho dovuto fare una notizia di reato. Il giudice ha sequestrato la pedana e ha dato un tempo per mettersi a posto. I titolari non hanno mai ottemperato. Solo all'ultimo hanno sistemato la pedana in sicurezza come io stesso ho certificato”. E le “non meglio specificate violazioni” di cui parlano gli avvocati? “Non c'è alcun accanimento contro il Cafè del Mar. L'assessore ha riscontrato che la titolare è debitrice di circa 15 mila euro fra verbali e altro”.

Resta in ballo la faccenda più spinosa che riguarda il presunto conflitto di interessi le serate nel locale concorrente del Cafè del Mar. Decine di articoli sembrano non lasciare dubbi, ma Mauriziotto dj sostiene che gli organi di stampa abbiano preso un abbaglio. “L'unico punto su cui potevano attaccarmi è che nella mia vita privata faccio il dj - precisa Giglio -. Il mio comando mi ha autorizzato, lo faccio da vent'anni”. Lo stabilimento in questione avrebbe ospitato un tour musicale (e a giudicare dall'insegna ne avrebbe sfruttato anche il nome) che raggruppa diversi artisti, fra cui Giglio. Ecco perché il suo nome sarebbe stato automaticamente inserito fra i presenti citati negli articoli di stampa: “Non ho mai suonato in quel locale e neppure negli altri che ricadono sotto la mia giurisdizione di controllo. Per altro ho anche verbalizzato i proprietari nel 2010 e sequestrato la pedana nel 2011 perché non avevano fatto le attività collaterali richieste. Per quanto io conosca tutti i proprietari, che gentilmente mi invitano, non ho favorito nessuno. Lo ripeto non c'è alcun accanimento. Non a caso visto che la pedana è ancora abusiva ho chiesto all'assessorato cosa devo fare”.