I dipendenti alzano il tiro: | "Adesso vogliamo risposte" - Live Sicilia

I dipendenti alzano il tiro: | “Adesso vogliamo risposte”

Punti vendita chiusi e centinaia di persone in strada. Alzano i toni i dipendenti di Aligrup, circa 1600 persone tra Catania e Palermo, escluso l’indotto, da mesi appesi al filo dell’incertezza lavorativa.

IN PIAZZA I LAVORATORI DI ALIGRUP
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CATANIA – Stamattina, per la prima volta dall’inizio della vertenza che li riguarda, i dipendenti Aligrup sono scesi in piazza a gridare la propria angoscia e a chiedere che venga fatta chiarezza sulle trattative in corso, arenatesi dopo la sospensione di quelle con la Coop, che avrebbe dovuto acquisire il 70 per cento dei punti vendita. Una vera e propria marea umana, che si è data appuntamento davanti Palazzo Minoriti, in via Etnea, a Catania, per chiedere l’intervento della Prefettura etnea, dopo il rinvio al prossimo 5 novembre della sentenza da parte della magistratura sull’ammissibilità della procedura avviata.

Una storia infinita che, dopo mesi di proroghe, rischia di deflagrare con conseguenze sul piano dell’ordine pubblico. Solo 14 dei 52 punti vendita, infatti, sembrano aver trovato un acquirente, ma certezze ce ne sono poche.

“Noi non conosciamo la verità – ha affermato Orazio Ferlito, responsabile di uno dei punti vendita a rischio – non sappiamo se l’azienda verrà comprata tutta intera, smembrata e, soprattutto, non sappiamo che fine faranno i lavoratori. Abbiamo atteso la conclusione della vertenza prima di muoverci – ha aggiunto – ma, ora, vogliamo risposte”. Con il passare dei giorni, infatti, il debito aumenta e il rischio che il gruppo fallisca si fa sempre più vicino, eventualità dalle gravissime conseguenze sul piano occupazionale e che i sindacati vogliono scongiurare.

“Non si può più aspettare – ha sottolineato Angelo Villari, segretario provinciale della Cgil – bisogna chiudere in fretta e bene. Per questo, abbiamo chiesto al prefetto di accelerare sui tempi, convocare un tavolo con tutti i soggetti coinvolti e trovare una soluzione, perché non si può continuare a tenere questi lavoratori in agonia”. I sindacati premeranno affinché la vertenza rimanga unica (sono 1600 i dipendenti in tutta la Sicilia, indotto escluso) ma, per ammissione degli stessi, non sarà affatto facile.


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