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I leader si incrociano in Sicilia

Alfano e Casini, dialogo in volo


Il leader dell'Udc e il segretario del Pdl si sono visti in aereo per i rispettivi tour elettorali in Sicilia. Il centrista: "Noi dialoghiamo bene con Alfano, e se vince Crocetta in Sicilia, lo facciamo ancora meglio"

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Angelino Alfano e Pierferdinando Casini



PALERMO -  Il flirt tra Alfano e Casini accende gli ultimi scampoli di campagna elettorale in Sicilia,
dove Beppe Grillo col suo tour continua a riempire le piazze coi
candidati che hanno firmato dimissioni in bianco a garanzia
degli elettori. Ma per Gianfranco Fini il movimento Cinque
Stelle rappresenta 'l'anti politica', mentre a Nello Musumeci,
candidato governatore (Pdl, Pid e la Destra), la folla attorno al comico genovese ricorda 'le piazze piene quando giravo con
Almirante, ma poi le urne erano vuote'. E poi c'e' l'idea di
una costituente dei moderati lanciata dal presidente del Senato
Renato Schifani: un progetto che solletica i nostalgici del
vecchio centrodestra, quello che nell'isola brindava al 61 a
zero undici anni fa e che spera nel fallimento di quei
sondaggisti che indicano un astensionismo sopra il 40%.
Ufficialmente Alfano e Casini, che si sono parlato in aereo incrociandosi nei rispettivi tour elettorali in Sicilia, giocano la partita siciliana su
due tavoli diversi: il primo sostiene Nello Musumeci, il secondo
Rosario Crocetta in accordo col Pd. In realta' entrambi
aspettano di capire qual e' la forza dei loro due partiti. E non
fanno nulla per nasconderlo: 'Noi dialoghiamo bene con Alfano,
e se vince Crocetta in Sicilia, lo facciamo ancora meglio',
dice Casini. Che aggiunge: 'Attendiamo dalla Sicilia un segnale
importante. Ricordiamo agli elettori Pdl che il voto disgiunto
e' una possibilita' concreta'. Che la porta rimanga aperta lo
ribadisce anche Alfano che prosegue il suo tour elettorale in
Sicilia: 'Casini ha fatto una scelta schierandosi con il Pd, ci
dispiace e speriamo che la vittoria del nostro candidato,
Musumeci, sia la prova che hanno sbagliato'. D'altronde 'il
test per le regionali non ha rilevanza nazionale perche' Bersani
ha gia' fatto l'accordo con Vendola per le politiche'.
Insomma il cantiere dei moderati ha i cancelli aperti. Solo
dopo lo scrutinio quello che tra Alfano e Casini sembra un
flirt, consumato prima su un volo partito da Bucarest e poi su
quello atterrato a Palermo pochi giorni fa, potrebbe
trasformarsi in 'fidanzamento' politico. La posta in palio in
queste elezioni siciliane e' davvero alta. I corteggiamenti sono
in corso. Nel Pdl sono sicuri che, al di la' delle posizioni dei
dirigenti, buona parte dell'elettorato dell'Udc votera' per
Musumeci. 'L'alleanza tra l'Udc e il Pd e' innaturale, molti
elettori del partito di Casini voteranno il nostro candidato,
perche' rappresenta un'opportunita' per ricostruire il
centrodestra', e' convinto il coordinatore del Pdl in Sicilia,
Giuseppe Castiglione. Ma il senatore Gianpiero D'Alia,
coordinatore dell'Udc nell'isola, e' netto: 'Parla a sproposito
del nostro partito: l'elettorato dell'Udc e' composto da donne e
uomini intelligenti che non accettano i consigli sbagliati ma
che soprattutto voteranno per Rosario Crocetta, come del resto
faranno molti elettori delusi del Pdl'.
Scaramuccce? Tattica? Adolfo Urso, presidente di Fareitalia
per la Costituente popolare e promotore della lista Musumeci,
parlando dell'elettorato Udc rilancia: 'Si tratta di una scelta
ragionevole basata su valori e programmi condivisi, demenziale
appare semmai la decisione dell'Udc di sostenere il candidato
della sinistra'. Agli elettori dell'Udc si rivolge anche
Francesco Pionati, segretario dell'Alleanza di Centro:
'Cambiando una sola vocale e votando Adc, possono dire no al
patto scellerato tra Casini e Crocetta e scegliere la coerenza
di una presenza cattolica nel centrodestra'. (
Ansa)