Live Sicilia

Pochi giorni al voto siciliano
Il "cambiamento" e gli indecisi


Parte il conto alla rovescia per il voto di domenica. La sfida si gioca sugli indecisi e i potenziali astenuti. Nel nome di un "cambiamento", promesso da tutti, nel quale i siciliani sembrano far fatica a credere


crocetta, elezioni regionali 2012, grillo, micciché, musumeci, regione sicilia, Politica
Elezioni regionali

Elezioni regionali, meno sette giorni



Meno sette. La Sicilia entra nella settimana decisiva che deciderà del suo futuro. Lunedì prossimo sapremo il nome del nuovo presidente della Regione e conosceremo i novanta inquilini della nuova Assemblea Regionale Siciliana. E stando a quanto ci hanno raccontato in queste ultime, convulse settimane, comincerà allora l'era del “cambiamento” per la Sicilia. È questa la parola d'ordine della frammentata campagna elettorale che volge al termine in un'Isola tentata dall'astensionismo di massa. I tanti candidati in corsa lo assicurano: con loro, la musica cambierà. Come? Al di là degli slogan, tutto resta ancora da capire.

Pochi parlano ad esempio della concreta possibilità di un default della Regione, che l'assessore all'Economia in carica ha previsto per il 2014 se non cambieranno le norme sul patto di stabilità e la cui eco è risuonata anche nel rapporto Diste pubblicato pochi giorni fa che non escludeva l'ipotesi di un commissariamento della Regione. In compenso, tutti parlano di cambiamento. E questo, malgrado i tre big più accreditati per la vittoria finale siano sostenuti da tutti i partiti che a turno hanno governato la Sicilia negli ultimi sedici anni.

La partita sembra aperta. Pierluigi Bersani ha detto, con il suo inconfondibile stile caro a Crozza, che si è già capito come finisce il film: Crocetta o Musumeci. Gianfranco Fini dal canto suo prevede che tra i due litiganti godrà il terzo, ossia il “suo” Gianfranco Miccichè. Gli altri si danno da fare per dire la loro e guastare la festa ai favoriti. Guastafeste per eccezione appare Beppe Grillo, che sbarcato a Messina dopo la traversata a nuoto dello Stretto, sta seminando scompiglio nell'Isola con i suoi comizi a raffica, sempre molto affollati.

Molto dipenderà, non solo per la corsa alla presidenza, ma anche per la sfida per entrare all'Ars, dal tasso di astensionismo. I sondaggi, prima che scattasse il divieto di pubblicazione, prevedevano tassi record. I siciliani, al netto della platea dei clientes che non manca mai l'appuntamento alle urne, sembrano avere poca, pochissima voglia di andare a votare. E la vera sfida di quest'ultima settimana di campagna consisterà proprio nel convincere gli indecisi a recarsi alle urne domenica 28. Ovviamente nel nome del “cambiamento”. Banale, forse, l'accostamento alla celeberrima pagina del Gattopardo e all'illusione di Tancredi secondo il quale “bisogna che tutto cambi perché tutto resti com'è”. Un'illusione, appunto. Su cui il vecchio Gattopardo don Fabrizio dovette sbattere il grugno, prendendo atto che il tempo dei gattopardi e dei leoni era finito per sempre. Archiviato, allora, da un uomo del nord. Venuto dal mare.