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Il ministro dell'Interno

Cancellieri a Palermo:
"Stato reagisce al racket"


"Sono molto felice di essere qui ed esprimo ammirazione al questore per l'operazione compiuta", ha detto la responsabile del Viminale, intervenuta a Palermo per il primo ciclo di conferenze antimafia del centro Pio La Torre.

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Annamaria Cancellieri, mafia, palermo
"Sono molto felice di essere qui ed esprimo ammirazione al questore per l'operazione compiuta. E' un momento importante e significativo". Lo ha detto il ministro dell'interno Annamaria Cancellieri, intervenuta a Palermo per il primo ciclo di conferenze antimafia del centro Pio La Torre, commentando l'operazione antimafia della polizia che ha portato all'arresto di 41 presunti affiliati al mandamento della 'Noce'. "E' emerso che il problema delle estorsioni - ha osservato il ministro - c'é ed esiste e che comunque lo Stato reagisce, é importante la capacità di reazione e risposta che hanno saputo dare gli apparati delle forze dell'ordine su questo tema. E' una speranza in più per i giovani, i problemi ci sono ma occorre affrontarli".

"La mafia è un fenomeno antico che si è sviluppato nel tempo e l'operazione di oggi contro le estorsioni dimostra come lo Stato assicuri colpo su colpo con un'azione importante e positiva e allo stesso tempo dimostra la pervasività del fenomeno - ha detto il ministro -. E' importante che i giovani abbiamo una profonda cultura sull'argomento e che da questa cultura possano trarre l' energia per essere cittadini, per non piegarsi alle prevaricazioni. Furono straordinari cittadini i braccianti di Portella della Ginestra, ma erano pochi, forse se fossero stati tanti non sarebbero morti".

"Oggi le mafie si occupano soprattutto di appalti, ma non tralasciano l'aspetto contante delle estorsioni - ha aggiunto - é da qui che si deve iniziare a dir di no per porre in atto tutti i comportamenti di correttezza. Tanto più sarà un movimento di massa, con una volontà collettiva, tanto più facile sarà vincerla. La storia ha dimostrato che le morti di Falcone, Pio La Torre, Borsellino, Chinnici e tanti altri che ahimé compongono un lungo elenco, non sono state inutili: dalla legge di confisca voluta da Pio La Torre al maxiprocesso voluto da Falcone e Borsellino". "Le varie battaglie si stanno vincendo, ma la guerra non è ancora finita. La sconfitta della mafia può arrivare da voi - ha concluso il ministro rivolgendosi ai ragazzi - esercitate il vostro diritto di cittadinanza. Con il voto darete messaggi importanti a chi vi dovrà amministrare, per esempio. Verso la politica c'é molta disaffezione. Ritrovate nella politica la capacità di indirizzare un Paese verso delle mete, dei sogni".