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PALERMO

Gesip. Orlando rinvia a venerdì
Albanese: "Cig, e i soldi?"


Orlando rimanda a venerdì l'appuntamento con la Gesip, e intanto il prefetto incontra la Corsello. Ma interviene anche Confindustria che lancia l'allarme: "Subito i soldi della cassa integrazione, o salterà in aria l’ennesima polveriera sociale: quella dei lavoratori delle imprese private".


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PALERMO - Tutto rimandato a venerdì 26. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, con una nota diffusa poco dopo le 21 di ieri sera, fissa per dopodomani la data in cui “tirare le somme” sulla vicenda Gesip. Una vicenda a cui oggi si è interessata perfino il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ma sulla quale non si registrano grandi novità.

Tranne, appunto, il rinvio del primo cittadino che, se la scorsa settimana al PalaUditore aveva rassicurato i lavoratori Gesip sulla sua protesta in piazza al loro fianco in caso di mancanza di risposte, oggi fa una parziale retromarcia e rimanda tutto a venerdì, ultimo giorno di campagna elettorale, quando informerà i cittadini, i lavoratori Gesip e le rappresentanze sindacali sull’evolversi della situazione. Difificile dire cosa possa accadere in tre giorni, ma soprattutto difficile immaginare quale potrebbe essere la reazione degli operai che già si immaginavano in piazza con il sindaco al loro fianco.

Intanto, però, ieri è sceso in campo anche il prefetto Postiglione che, dopo aver fissato, su indacazione della Cancellieri, per lunedì un tavolo tecnico, nel pomeriggio ha incontrato in via informale il dirigente generale del dipartimento regionale al Lavoro Anna Rosa Corsello che, secondo alcune fonti di Palazzo d’Orleans, non avrebbe fatto altro che ribadire al rappresentante del governo la posizione della Regione: richiesta di altri 15 milioni al governo Monti per Gesip e deroga apposita per la società per attingere alla cassa integrazione, a cui si accederà attraverso rigoroso ordine cronologico. Condizioni messe nero su bianco anche dal governatore Raffaele Lombardo, che la scorsa settimana ha scritto ai ministri Fornero e Cancellieri proprio per chiedere altre somme in favore dell’azienda palermitana.

E proprio sulla Cig e sull’accesso o meno della Gesip si gioca un altro braccio di ferro, in cui interviene anche Confindustria Palermo. “Se i nostri lavoratori non riceveranno i soldi della cassa integrazione, in un momento così critico, noi imprenditori saremo costretti a licenziare i dipendenti”, tuona il presidente Alessandro Albanese, che chiede che fine abbiano fatto i soldi della cassa integrazione in deroga e perché non vengano ancora trasferiti dal ministero alla Sicilia. “I numeri della bomba che sta per scoppiare sono questi – continua Albanese - 350 imprese, 2796 lavoratori aspettano le somme dal mese di febbraio di quest’anno, per un importo di quasi cinquanta milioni. Soltanto nella provincia di Palermo sono circa cento le aziende per quasi mille lavoratori. Se questi soldi non dovessero arrivare, o venissero dirottati altrove, un’economia verrebbe messa in ginocchio, un territorio soffocato e migliaia di persone resterebbero senza lavoro. Ma l’accordo quadro sulla cassa integrazione impone che nella distribuzione dei fondi venga seguito l’ordine cronologico di presentazione”. Il rischio è, evidentemente, quello di una ‘guerra fra poveri’ che scontenterebbe tutti.

Il pallino torna adesso nelle mani del sindaco Orlando, da cui i lavoratori attendono una risposta definitiva sul proprio futuro sebbene le decisioni defintive potranno essere prese solo dal governo nazionale e da quello regionale. Oggi inizia anche l’iter in Aula del bilancio 2012 e, ordinanza di Protezione civile alla mano, la sua approvazione potrebbe finalmente sbloccare i primi cinque milioni promessi al commissario Latella. Un ‘tesoretto’ importante che potrebbe permettere di traghettare la Gesip da qui a fine anno in ‘relativa’ tranquillità.