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IL RETROSCENA

Il giovane e l'anziano boss
Il video del summit


C'erano contrasti fra gli uomini della Noce e quelli Porta Nuova per colpa di un debito non onorato. Ecco il video.

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PALERMO - C'erano scintille fra i mandamenti della Noce e di Porta Nuova. Tutta colpa di un debito non onorato. Per mettere le cose a posto il 13 maggio del 2011 viene convocato un summit.

Il luogo scelto è il deposito di alimentari di Antonino Bonura. I poliziotti piazzano una telecamera che inquadra il civico 66 di via Corrado Gianquinto, non lontano da via Leonardo da Vinci. Oltre al padrone di casa sono presenti Salvatore Seidita, Gaetano Maranzano, Giuseppe Sammaritano e Cosimo Michele Sciarabba.

Seidita rappresenta gli interessi della Noce, Sciarabba quelli di Porta Nuova. Quest'ultimo parla per nome e per conto di Tommaso Di Giovanni, il macellaio della Zisa che qualche mese dopo sarebbe stato arrestato. E reclama il pagamento del debito di Fabio Chiovaro che aveva acquistato una partita di droga con un altro pezzo grosso, Gianni Nicchi, senza mai saldare il conto. Un conto salato: 80 mila euro.

Sciarabba e Seidita si ritrovano a tu per tu. Il primo, nonostante la sua giovane età, mette in riga il mafioso più anziano. Pretende che Seidita si faccia garante della restituzione dei soldi. “Quindi se io ascolto te… su quest'accordo.?!... Ed io sono sempre fisso alla Noce..,” chiede Seidita. Sciarabba è più che esplicito: ““Questa è la situazione. Fabio non sta uscendo? I soldi deve uscire. Perché cosa deve dire? Ma in questa questione… i patti sono: ti do qualche mese… . Mi dia un assegno a sei mesi. I patti …. Per… per chiuderla… da Tommaso… Se la dobbiamo chiudere!?... io non ne ho soldi da darvi... io sono autorizzato per questo discorso, a me, per me sappia… avanzu… ed eventualmente… cambiamo… per questo discorso ci vogliono tre mesi? Eh? Questo è il discorso!? Si vede quello che si deve fare… Allora andiamoci così? Tre mesi…? Tre mesi!... si va bene, Zio Totò – taglia corto - però lei o balla o niente, ascolti me… lei prende e si leva”.

Seidita non può certo negare il debito e mostra pure di stimare Nicchi: “Io ho conosciuto… Giovanni Nicchi che è un picciotto che… che per me tintu non è…”. Diversa la considerazione nei confronti di Luigi Giardina, cognato del giovane boss: "A suo cognato, devono levare di mezzo a suo cognato Giardina. Per me proprio questo va messo fuori famiglia"..