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DALLA PROSSIMA SETTIMANA

Trasporto pubblico al tracollo
Bus pronti a spegnere i motori


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Le aziende del trasporto pubblico locale danno un ultimatum alla Regione siciliana: “Ove entro la prossima settimana la Regione dovesse perdurare nella mancata corresponsione delle spettanze dovute alle aziende di trasporto, queste, indipendentemente dalla propria volontà, non saranno più in grado di garantire i servizi”.

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PALERMO - Le aziende del trasporto pubblico locale danno un ultimatum alla Regione siciliana: “Ove entro la prossima settimana la Regione dovesse perdurare nella mancata corresponsione delle spettanze dovute alle aziende di trasporto, queste, indipendentemente dalla propria volontà, non saranno più in grado di garantire i servizi”. Così, dopo lo stop dei cantieri annunciato oggi dai costruttori edili, anche i presidenti regionali di Anav, Antonio Graffagnini, Asstra, Roberto Sanfilippo, Cesap Vincenzo Tarantola, e Fittel, Claudio Iozzi, serrano le file e si preparano al blocco dei servizi.

“Oggi – si legge in una nota – la politica adottata nel settore del TPL, caratterizzata dal mancato rispetto degli adempimenti contrattuali sia in ordine all’ammontare dei corrispettivi per i quali la Regione Siciliana ha comunicato un taglio del 20%, sia in ordine al rispetto dei tempi di erogazione dei corrispettivi previsti dalla norma, non consentono alle Aziende di garantire la mobilità del servizio di trasporto pubblico locale. Si verificherà – avvertono le aziende – un graduale arresto dei mezzi di trasporto pubblico con le dovute ricadute giudiziarie, economiche e sociali sia per il servizio reso ai cittadini, sia relativamente al futuro dei dipendenti per i quali verrà richiesta la mobilità, sia, infine, per le responsabilità connesse al fallimento delle aziende di trasporto pubblico”. Molte aziende, infatti, non sono più nelle condizioni, già da mesi, “di corrispondere le spettanze dovute ai propri dipendenti e fornitori, di mantenere la propria regolarità contributiva e si vedono costrette, a causa di responsabilità imputabili esclusivamente alla Regione Siciliana, ad erogare un servizio condizionato e mortificato dai comportamenti assunti dalla Regione stessa”, aggiunge la nota.

Per questo le aziende chiedono alla Regione “un congruo innalzamento del tetto di spesa relativo ai corrispettivi da erogare”.