Live Sicilia

L'addio del leader del Pdl

Berlusconi, passo d'addio
E Angelino rischia tutto


Il passo indietro di Silvio può aprire la strada ad Alfano per diventare un vero leader nazionale. Il decisivo test elettorale siciliano potrà dargli smalto o offrire ai suoi avversari un'arma per attaccarlo. E intanto, Casini...

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Angelino Alfano e Silvio Berlusconi



E ora per Angelino è arrivato il momento di diventare grandi. Il clamoroso passo indietro di Silvio Berlusconi, annunciato a sorpresa oggi, proietta il Pdl e il suo segretario Alfano in un futuro che comincia domenica, con il voto siciliano. Un appuntamento politico che aveva già il sapore di un importante test nazionale, ma che adesso, alla luce dell'uscita di scena dell'ingombrante dominus del centrodestra dell'ultimo ventennio, si fa ancora più passaggio cruciale. Soprattutto per Alfano, che si prepara a giocare le proprie carte in vista delle primarie di partito che dovrebbero tenersi a dicembre. Un appuntamento al quale il delfino di Silvio potrebbe presentarsi da superfavorito, pronto a essere incoronato come leader di un nuovo centrodestra. Ma le insidie sulla strada sono numerose. E le prime partono proprio dalla Sicilia.

Che a Roma Angelino abbia i suoi nemici nel partito non è un segreto. E che questi aspettino un passo falso del partito nell'Isola per attaccare alla giugulare il segretario è fin troppo facile pronosticarlo. La sfida di Nello Musumeci e della lista del Popolo della Libertà si fa decisiva. Alfano all'ultimo test elettorale ha dovuto rimediare due sberle pesantissime, con la caporetto di Palermo e con la sconfitta in casa nella sua Agrigento per mano di Marco Zambuto. Un terzo capitombolo potrebbe essere fatale, anche se i suoi fedelissimi giurano che l'esito del voto siciliano non c'entra nulla con la partita delle primarie. “Per quanto ci riguarda saremo compatti al fianco di Alfano, l'uomo giusto per ricostruire l'area dei moderati”, commenta a caldo il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, che sottolinea “il grande atto di amore di Silvio Berlusconi, che si conferma il più lungimirante politico italiano”.

Tutti con Angelino, certo. Ma una vittoria di Nello Musumeci sarebbe certo un grande spot per lanciare la corsa del segretario verso la candidatura a Palazzo Chigi. Magari, come già dicono i suoi fedelissimi, contro Matteo Renzi in una sfida tra giovani leader. L'uscita di scena del Cavaliere potrebbe in realtà agevolare il candidato alla presidenza del centrodestra. L'ipotesi, annunciata da Alfano, di una discesa in Sicilia di Berlusconi per l'ultima settimana di campagna elettorale aveva seminato un certo scompiglio. Qualche maligno aveva ipotizzato che Musumeci sarebbe stato in realtà ben lieto di non ritrovarsi accanto il Cavaliere, come ai tempi d'oro in cui con lui e a Berlusconi a Catania salivano sul palco Totò Cuffaro e Umberto Scapagnini. Malignità, probabilmente. Di certo, adesso, c'è che Silvio, almeno in prima fila, non c'è più. Brutta notizia? Adolfo Urso non ha perso tempo a diramare un comunicato stampa in cui si parla di “nuovo e positivo impulso alle elezioni siciliane” e di “processo di rinnovamento del centrodestra che si riconosce in Alfano e nella candidatura di Nello Musumeci. Cadono tutti gli alibi e le campagne strumentali e in malafede".

Ma se Alfano scalda i motori, anche in qui in Sicilia c'è chi è pronto a mettergli i bastoni fra le ruote. L'intervista rilasciata al Corriere della sera da Gianfranco Miccichè, tanto per citare uno a caso, la dice lunga sui rapporti tra Alfano e il blocco sicilianista formato da Grande Sud, Fli e Mpa. Che nega ogni ipotesi di voto disgiunto pilotato su Crocetta per battere Angelino e Musumeci, malgrado gli indizi in tal senso abbondino.

È vero, però, che la prospettiva di un Angelino vero leader nazionale e non più eterna promessa senza quid, può rappresentare una bella iniezione di fiducia e coraggio per i berluscones siculi, già galvanizzati dalla campagna di Nello Musumeci, che è riuscito a ridare smalto e speranza a un partito che appariva allo sbando.

Se la nave alfaniana supererà indenne gli scogli siculi, al di là di Scilla e Cariddi toccherà vedersela con gli altri potenziali ostacoli. Non solo l'agguerrita Daniela Santanchè, che non mette troppa paura agli alfaniani. C'è chi ha notato la coincidenza temporale fra il passo inidetro di Silvio e le dimissioni dalla presidenza di Ntv di Luca Cordero di Montezemolo, un altro potenziale gallo nel pollaio del centrodestra.

Tante incognite, insomma. Una, importante, riguarda il rapporto con l'Udc di Pierferdinando Casini. Che con Angelino si è incrociato in Sicilia in questi giorni, ravvivando il fuoco di un dialogo che non si è mai interrotto. L'ostacolo sulla strada di un riavvicinamento è sempre stata l'ingombrante figura del Cavaliere. La sua uscita di scena potrebbe riavvicinare i centristi al nuovo Pdl, consegnando alla storia il patto siciliano con il Pd nel nome di Rosario Crocetta. Molto, anche qui, dipenderà dall'esito del voto del 28 ottobre. Tanto più se un sisma di magnitudo 5 (stelle) ridurrà a macerie la seconda repubblica aprendo la partita per scegliere le braccia a cui affidare la ricostruzione della terza.