Live Sicilia

Grillo a Catania

"Se cambiate voi,
cambieremo tutti"


Il comizio a Catania di Grillo: "Finché vi andava bene il vecchio sistema l'avete sostenuto, ora è arrivato il momento di cambiare" (CLICCA QUI per la fotogallery).

 

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CATANIA  - Beppe Grillo ieri sera a Catania ha vinto due sfide: la prima con il tempo (ha smesso di piovere poco prima dell'inizio del comizio) e la seconda contro piazza Università, palcoscenico temuto da tutti i politici di destra e di sinistra che era stracolmo. E lui stesso in apertura di comizio lo ha ammesso: "Signori, ma questa è una piazza storica, mi sembra di inserirmi in un ambiente che non è il mio. Ma sapete chi parlava qua? Almirante, Berlinguer, De Gasperi, Nenni . E come ci siamo ridotti? A Grillo... un comico!".

Il leader genovese racconta con il suo stile inconfondibile la Sicilia che ha visto, toccato e assaporato in questi giorni di tour elettorale. "Siamo nel regno di Lombardo e del suo cavallo Zorro", afferma, "ma è finita, se n'è andato, qualcosa sta cambiando", ripete alle migliaia di persone presenti. "Questa è una città che conosco, Catania. Qui c'è tutto ed il contrario di tutto, come ovunque in Sicilia. Dove è finita la vostra identità? Siete una regione a statuto speciale, senza essere speciali, siete un'isola che non c'è, ma invece c'è".

Grillo esorta i catanesi al recupero dell'identità perduta. Poi ripercorre il suo arrivo in Sicilia, con la traversata a nuoto dello Stretto di Messina: "perché l'ho fatto? Forse volevo dimostrare qualcosa a voi, volevo dimostrare che un uomo di 64 anni, grasso, che non è un atleta, che non ha mai fatto sport, allenandosi può portare a casa un risultato straordinario. Ecco il mio messaggio per voi: se vuoi una cosa, la fai".

Il leader del Movimento 5 Stelle affronta anche il tema più scottante e delicato: Cosa Nostra. "La mafia sta guardando cosa succede, sta aspettando, non riesce a capire. Ed intanto la mafia emigra al nord: in Liguria, in Piemonte, in Lombardia. Perché la mafia se ne va dove ci sono i picciuli, dove ci sono i grandi appalti. Qui è rimasta solo la manovalanza". Grillo è diretto. E punta il dito al senso di responsabilità dei siciliani, che sono stati inerti di fronte a quanto è accaduto. "Come avete fatto a ridurvi così? Questa è la patria di grandi menti, di illustri premi Nobel. Da Pirandello, a Quasimodo. Come avete fatto?", si interroga, "a passare da Quasimodo a Miccichè?". E affonda il coltello nella piaga: "61 seggi su 61 lo avete fatto voi qui, ed ora un po' ce l'avete dentro quei 61 seggi. E adesso perché tutto è cambiato? Perché andava bene fino a quando vi ha fatto comodo il sistema, il voto di scambio, un voto per avere un posto di lavoro, e, forse, se fossi cresciuto qui lo avrei fatto anch'io. Ma ora è crollato il sistema economico, il Paese è fallito, e quello che possono promettere è il lavoro, ma lo stipendio ce lo dovete mettere voi."

Per il fondatore del Movimento 5 Stelle tutto deve cominciare da qui, da questa terra, dall'Etna. Evoca Pitagora che vestito da attore parlò da uno dei crateri del vulcano siciliano ed urlò: "se si libererà la Sicilia si libererà il mondo". "Siamo ad un bivio, e non ci sarà nessuna guerra che ci potrà salvare, dobbiamo pensarci noi" dice Beppe Grillo, che conclude lasciando intravedere la speranza di una nuova epoca: "Se cambia la Sicilia, cambierà l'Italia, cambierà l'Europa. Ve lo sottoscrivo".